Primi d'Italia

Canto e spiritualità, la preghiera di Boris Christoff

Doppio appuntamento venerdì 25 luglio per il Festival Assisi Suono Sacro. Alle 18.00, infatti, in programma Pietre che cantano: Marco Nicoletti guida alla scoperta delle armonie e dei simbolismi della facciata della Cattedrale di San Rufino.
Alle 20.00 presso il Cinema Zenit di Perugia (via Benedetto Bonfigli 11) verrà proiettato La preghiera di Boris Christoff, un intenso documentario la regia di Magdalena Manolova che indaga il mondo intimo e spirituale di Christoff, le sue nostalgie e la sua personale preghiera per un mondo migliore espresse nelle registrazioni realizzate nella più cattedrale imponente della Bulgaria – l’Alexander Nevski. A presentare la serata Simona Esposito, storica della musica. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura.

Il documentario La preghiera di Boris Christoff esplora il tema poco conosciuto del mondo intimo, dei sogni e della nostalgia della legenda della lirica. Racconta del suo ritorno nella Patria e del desiderio avverato di far volare la propria preghiera sotto la cupola della cattedrale maestosa Alexander Nevski, li dove il giovane ragazzo ha iniziato la propria strada verso l’estero. Un’immagine diversa da quella solitamente conosciuta nei ritratti di Boris Christoff e che solleva il sipario davanti al “re dei bassi” nell’atto raccolto della preghiera, davanti all’altare della fede ortodossa.
Le inquadrature d’archivio ci fanno tornare indietro nel tempo – al momento del ritorno di Boris Christoff in Bulgaria, l’incontro con gli amici, alle registrazioni dei canti ortodossi nella cattedrale Alexander Nevski, alla sua confessione e preghiera in parole e musica.
Il compositore prof. Alexander Josifov, l’allora direttore di Balcanton, ricorda la creazione dell’incredibile monumento sonoro ai canti ortodossi, racconta momenti di retroscena curiosi e ci svela la personalità di Boris. Padre Stanoi, consulente e testimone delle registrazioni, racconta la magia di poter cantare nella cattedrale. Sua eminenza il vescovo Tichon riflette sui significati che il patrimonio del Maestro ci lascia. Brani scelti dello splendore della cattedrale ricreano l’atmosfera della liturgia ortodossa e della preghiera di Boris Christoff.

Ancora oggi ad ogni occasione festiva la voce di Boris Christoff e le campane della cattedrale Alexander Nievski risuonano in tutta la Bulgaria con l’auspicio di pace e prosperità per tutti gli uomini che risuona dal canto “Na mnogaia leta”. Questa preghiera di Boris Christoff entra nei nostri cuori ed è il suo augurio personale per un mondo migliore.

Un film di: Magdalena Manolova
Riprese: Alexander Shopov
Regista e produttore: Magdalena Manolova

Boris Christoff debuttava a Roma, nei Concerti dell’Accademia di Santa Cecilia al Teatro Adriano, il 3 febbraio 1946, cantando l’Addio di Wotan sotto la direzione di Francesco Molinari Pradelli. Vi tornerà subito, in maggio, per la Matthäus-Passion con Otto Klemperer. Un sodalizio di oltre trent’anni, chiuso con il concerto del 18 febbraio 1977. La ricorrenza del centenario della nascita, i legami tra la Fondazione Boris Christoff, Santa Cecilia Opera Studio e l’Accademia ceciliana, sono le cause prossime del ricordo odierno, che ha il duplice volto di una memoria diretta dell’artista e di un concerto in suo onore, con lo stesso programma del récital del 1977 affidato a giovani cantanti. Le cause remote sono più profonde ed entrano nella coscienza della nostra storia. In quella necessaria apertura d’orizzonte culturale che consente di spaziare non solo sul presente e sul futuro, ma che guarda ai grandi del passato come a maestri senza i quali presente e futuro sarebbero assai più poveri. Da Boris Christoff ci giungono oggi non solo i documenti in audio e in video d’una personalità vocale e interpretativa fra le massime dello scorso secolo, ma anche un approccio alla musica peculiare. “Mi domando se cantare non sia altro che una maniera di vivere”, scriveva egli stesso. Il suono, il canto, il gesto di lui non sono mai stati esercizio di stile, routine, superficialità. Non sono mai stati disgiunti dalla vita: dalla volontà di scendere dentro l’anima dei personaggi per dirne l’intera – contraddittoria e appassionante, meravigliosa e drammatica – umanità. Cantare l’uomo, dare voce alla sua anima, senza paura di cercarne per anni il fondo più segreto: questa è la lezione che ricordando Boris Christoff il nostro tempo può, forse deve apprendere. Questo è l’intento del nostro incontro.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*