Il Capitolo è testimone della pluralità dei modi di vivere

I partecipanti al XIV Capitolo Generale dell’OFS sono stati testimoni della pluralità dei modi di vivere la vocazione francescana, in funzione delle situazioni geografiche, culturali e personali di ciascun fratello o sorella nella tavola rotonda nella quale fratelli e sorelle proveniente da diverse parti del mondo hanno offerto all’assemblea la loro testimonianza su come si sono sentiti chiamati da Dio a vivere la spiritualità francescana. Tutti con un fondo comune, l’ importanza della famiglia per approfondire la loro vocazione.

Michèle e Jean-Marie Shuster, una coppia francese, ha raccontato di aver scoperto la propria vocazione come famiglia dopo 16 anni di matrimonio. Poco per volta essa li ha portati a servire il prossimo con varie iniziative quali i campeggi per i bambini e una mensa sociale.

Diversa la testimonianza di Laetitia Barberose, del Ruanda, che, anni fa, ha acquistato un campo dal quale ricavare cibo e nel quale allevare animali. In quel campo ha creato un centro che dà lavoro a persone diversamente abili e nel quale tiene corsi di alfabetizzazione e di catechesi per adulti. Il suo vicino , Sylvère Havugimana, ha invece raccontato come, a casa sua, si prenda cura dei malati di AIDS.

Prima della tavola rotonda, l’assemblea ha seguito con grande attenzione la testimonianza di Elisabeth Collet, dell’OFS di Francia, la cui chiamata l’ha portata a vivere la sua vocazione di francescana secolare come consacrata, secondo l’articolo 36 delle Costituzioni Generali dell’OFS..

Nella mattinata il Capitolo Generale aveva approfondito il Progetto Africa il cui scopo è quello di riflettere sugli elementi essenziali della identità dei francescani secolari come vissuta all’interno della cultura africana e determinare i percorsi con i quali animare e guidare questa identità.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*