Centro storico, Paoletti: “Soprintendenza nega l’installazione degli arredi urbani”

Centro storico, Paoletti: "Soprintendenza nega l’installazione degli arredi urbani"
leonardo paoletti

Centro storico, Paoletti: “Soprintendenza nega l’installazione degli arredi urbani su suolo pubblico”
Il vero rischio è quello di mettere in crisi molte attività commerciali che già vivono con difficoltà questo periodo di crisi economico

da Leonardo Paoletti (Consigliere Comunale) – E’ giunta al Comune di Assisi una lettera, da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria di Perugia, con oggetto: “ – centro storico – Comunicazioni in merito alle istanze di occupazione del suolo pubblico per le attività di ristoro e allestimenti relativi”, in pratica l’argomento sono gli Arredi Urbani delle attività di bar e ristorante. Si cita testualmente che gli stessi arredi esterni: “…… costituiscono comunque elementi di trasformazione degli spazi storici e/o storicizzati spesso in grado di incidere significativamente e/o negativamente sui valori paesaggistici e culturali degli ambiti interessati ….” e ancora: “… A riguardo si evidenzia che il Regolamento di Attuazione del nuovo Piano dell’Arredo Urbano non prende in considerazione le possibili casistiche di inattuabilità degli interventi sulla base di valutazioni a scala prettamente paesaggistica e/o urbana ……… ma implicitamente ne sancisce la fattibilità indifferenziata.

In buona sostanza nei fatti la Soprintendenza tendenzialmente respinge gran parte delle istanze proposte dai cittadini attraverso gli uffici competenti (ufficio Urbanistica) del Comune di Assisi, negando di fatto l’installazione degli arredi urbani su suolo pubblico, pur essendo gli stessi in piena conformità con le vigenti norme in materia di Arredo Urbano, con la semplice motivazione di un eccessivo impatto ambientale.

Pur condividendo la volontà da parte della Soprintendenza di voler salvaguardare e valorizzare al meglio la nostra città, volontà pienamente condivisa, in primis dalla cittadinanza ben consapevole dell’importanza del valore architettonico e paesaggistico che Assisi esprime.

E necessario però tenere in debito conto che in questa città vivono e lavorano persone che debbono necessariamente confrontarsi con la realtà e con le tante difficoltà che la vita lavorativa ci presenta. Spesso per una attività commerciale l’occupazione del suolo pubblico rappresenta una vera e propria risorsa, ed in alcuni casi è la vera sopravvivenza del locale.

Non è comprensibile che a fronte di un regolamento, recentemente approvato dal Consiglio Comunale di Assisi, ed ampiamente condiviso in fase di redazione attraverso riunioni ed incontri anche con la Soprintendenza, la stessa oggi non ritenga più adeguato il regolamento in vigore. La salvaguardia delle bellezze architettoniche e culturali della città di Assisi debbono certamente essere un obbiettivo indistintamente di tutti, ma va assolutamente preso atto che la nostra città non è un museo a cielo aperto, esistono persone che vivono e lavorano nel centro storico e che rappresentano l’anima pulsante di Assisi.

Il vero rischio è quello di mettere in crisi molte attività commerciali che già vivono con difficoltà questo periodo di crisi economica.

Ritengo sia indispensabile, proprio a fronte della lettera recentemente pervenuta al Comune di Assisi, che l’attuale Amministrazione si faccia carico di aprire un tavolo di confronto con l’Arch. Gizzi, attuale Soprintendente, al fine di addivenire quanto prima a una soluzione che consenta ai cittadini di avere certezza su quanto sia possibile attuare relativamente agli arredi urbani delle proprie attività, visto ormai l’imminente arrivo della stagione turistica.

E’ un dovere da parte dell’attuale ff vice Sindaco farsi carico di capire quali siano le problematiche relative ai pareri ambientali che la soprintendenza ha il compito di esprimere, e non soltanto dei pareri relativi agli arredi urbani. Infatti l’eccessiva rigidità dell’attuale soprintendente, anche a fronte di opere edilizie in piena conformità con le attuali normative vigenti in materia edilizia, potrebbe comportare un aggravamento dell’esistente crisi economica che anche il nostro territorio sta vivendo.

Centro storico

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