Centro Studi sul Turismo, situazione difficilissima

CST, Bartolini: “Ma ora chi pagherà i debiti?”

da Simone Pettirossi
Il Comune di Assisi è il principale “azionista” del Centro Studi sul Turismo di Assisi, che ha rappresentato un’eccellenza nazionale ed internazionale nella ricerca e nell’alta formazione turistica.
Purtroppo, però, per l’incapacità dell’amministrazione comunale di centrodestra questo patrimonio è stato praticamente dilapidato.

A quanto abbiamo appreso, lo scorso maggio 2014 sono stati licenziati 9 dipendenti del CST, senza che venissero loro pagate tutte le mensilità arretrate e il trattamento di fine rapporto. A novembre 2014 il CST ha firmato, con 7 di essi, un accordo di conciliazione in cui venivano stabilite le modalità di pagamento delle mensilità non erogate e della liquidazione, con vantaggi per CST come la dilazione dei pagamenti e l’assenza di interessi legali. Dopo la prima rata, però, questi pagamenti concordati dovrebbero essere stati interrotti.

Cosa ha fatto il Comune per tutelare questi dipendenti licenziati, esperti formazione in ambito turistico, che hanno lavorato per oltre circa 25 anni per il CST, di cui l’Amministrazione comunale è l’azione sta di maggioranza???

Purtroppo, poco. Oggi la situazione è vicina al collasso e oltre al problema della distruzione di un patrimonio culturale e scientifico della nostra città, ci sono anche altre questioni che preoccupano.

Qual’è lo stato attuale dei pagamenti verso il personale licenziato?
Il CST è in grado di onorare i debiti verso i dipendenti?
Lo stato finanziario del CST consente la sussistenza della sua personalità giuridica?
Da chi è composta oggi, precisamente, la compagine societaria del CST?
Quali rischi ci sono per le casse comunali a fronte dell’insolvenza del CST?

Già nel giugno 2014 avevamo sollevato il problema, con una interpellanza (http://www.pettirossi.com/wordpress/2014/06/interpellanza-licenziamenti-e-crisi-cst) e con interventi sulla stampa (http://www.pettirossi.com/wordpress/2014/06/3789/).

A distanza di quasi un anno, siamo stati costretti a ripresentare un’interrogazione, inviata il 21 maggio 2015, per chiedere ancora conto di questa situazione, sempre più difficile, che l’Amministrazione comunale (principale azionista del CST!!!) ha lasciato ormai totalmente alla deriva.

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