Cianetti, Consiglio comunale contro la legge che combatte l’omofobia

Accanimento contro le coppie gay, ma per fortuna Papa Francesco è molto più avanti.

di Carlo Cianetti
La sensazione è che molti consiglieri comunali hanno approvato una mozione senza sapere cosa fosse. A guardar bene il deliberato del Consiglio comunale ha soprattutto un nemico: la legge sull’omofobia.
Il presentatore della mozione, Luigi Marini, racconta un sacco di sciocchezze come quella secondo cui la legge per combattere l’omofobia porterebbe alla condanna di tutti coloro che intendono difendere la famiglia naturale. Ovvio che non è così. Ognuno è libero di pensarla come vuole ma è altrettanto ovvio che proprio per una questione di libertà la famiglia deve essere composta da chi si ama o più semplicemente da chi vuole stare insieme a prescindere dai generi.

E’ davvero sconfortante che la città di Assisi sia in mano ad un sindaco e ad una maggioranza oscurantisti che dopo essersi opposti alla parità di genere in Giunta (fino alla clamorosa sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto la presenza delle donne) oggi debba salire agli onori della cronaca per una mozione contro le famiglie di fatto e contro la legge sull’omofobia.

I consiglieri comunali devono sapere che rappresentano una città, che rappresentano gli etero, i gay, i trans, cioè tutte le persone e che non può esserci approccio ideologico o disciplina di partito di fronte a tematiche del genere.

Alla bigotta maggioranza di Assisi e al suo porta-vessillo ricordiamo che Papa Francesco alla domanda su cose pensasse della lobby gay rispose testualmente: “chi sono io per giudicare i gay?”.

Ma non solo, il Pontefice ha aperto un grande dibattito un confronto con i sinodi di tutto il mondo per affrontare il tema dell’omosessualità, anche nella consapevolezza che il problema – come sa benissimo chi vive in Assisi – è assai presente anche all’interno dei conventi.

Insomma Luigi Marini e, a seguire, la maggioranza dei consiglieri comunali hanno approvato questa mozione con l’intendimento di attrarre il consenso del clero, ma chissà che il clero non sia più evoluto ed emancipato di Don Luigi…

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