Claudio Ricci: il cambiamento lo decidono gli elettori e con i vertici dei partiti.

Assisi, 8 agosto 2014: alcuni vertici dei partiti (abbiamo letto di Forza Italia con Fiammetta Modena) che sembrano avere, come unico obiettivo (dal 2010) quello di ostacolare Claudio Ricci, guardino attentamente ai risultati delle elezioni amministrative 2014: in quasi tutti i comuni umbri partiti come Forza Italia non hanno superato il 10% mentre le aggregazioni di liste civiche, nelle coalizioni vincenti, hanno raccolto anche oltre il 30% del totale dei consensi.

A Perugia, la cui vittoria al ballottaggio va ascritta solo alla capacità di interpretare il nuovo di Andrea Rimizi, al primo turno il risultato di Forza Italia é stato nella media dei comuni umbri.

Alle regionali, per vincere, occorre riaggregare quel 30% fra moderati, popolari, liste civiche, voto mobile trasversale e non voto (da riportare alle urne) come fatto, in alcuni comuni, alle amministrative del 2014.

Conclusione: se Forza Italia vuole aggregarsi valuteremo la proposta, se non vuole “ce ne faremo una ragione” (citando una frase renziana che va di moda) tanto alla fine sono gli elettori che, moltissimi nel centro destra, memori di ciò che accadde nel 2010 (Fiammetta Modema fu “imposta”, rispetto a Claudio Ricci, riportando un risultato poco lusinghiero), voteranno per il cambiamento rappresentato da Claudio Ricci (con molti consensi che, per la lista civica regionale, potrebbero arrivare anche dal centro sinistra). Tra 8 mesi il “il vento del cambiamento e la rivoluzione pacifica gandiana” toccherà anche l’Umbria (l’ora é arrivata …) e investirà anche i partiti tradizionali che non sapranno interpretare il cambiamento.

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