Claudio Ricci, con altra legge elettorale Marini sarebbe in minoranza

Il verbale dell’ufficio centrale regionale – cita Claudio Ricci – indica chiaramente che se i seggi (alle recenti elezioni regioni) fossero stati assegnati “proporzionalmente” ai voti espressi democraticamente dai cittadini la coalizione del cambiamento (con Ricci presidente) più il movimento cinque stelle avrebbero avuto in totale 11 seggi su 21 (sarebbero quindi maggioranza e l’attuale presidente Marini in minoranza).

Invece con una legge regionale su misura “con ampi presupposti di illegittimità” (che, speriamo, presto vengano riscontrati) si assegna un “premio di maggioranza” senza alcuna soglia e senza il secondo turno (come avviene per i sindaci che vincono solo se aggregano il 50% più uno dei voti). In Umbria, quindi, si assiste ad un “vuoto democratico” con un presidente della Regione senza maggioranza effettiva dei seggi (avendone ben tre in più rispetto a quelli democraticamente espressi dai cittadini).

Speriamo che l’assessore regionale alle riforme, ampio esperto nei sistemi giuridici e amministrativi, ponga rimedio attivando immediatamente la riforma delle legge elettorale e auspichiamo che, entro breve, quel “ci sarà un giudice a Berlino” (frase che la cultura giuridica invoca per indicare che la giustizia, anche se lenta, arriva sempre) rimandi tutti al voto con una “legge normale e democratica” (ovviamente stiamo continuando a verificare anche le “segnalazioni” che arrivano sulla ormai “famosa televisivamente” notte dello spoglio elettorale fra il 31 maggio e il 1 giugno). Foto: stralcio del verbale da cui emerge che l’assegnazione proporzionale indica 11 seggi per la coalizione Ricci più il movimento cinque stelle. Mentre il presidente Marini avrebbe 9 seggi più quello assegnato al presidente (10 in totale).

I CONTI DI RICCI

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