Commedia Harmonica, concerto nel Chiostro del Museo Diocesano

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da Patrizia Picasso Museo Diocesano Assisi
Tra le suggestive architetture romaniche del Museo Diocesano,il pregevole Ensemble Commedia Harmonica, costituitosi otto anni fa e composto da sedici cantori di Assisi, ha offerto un concerto il 16 agosto scorso, durante l’orario di apertura serale del Museo, nell’ambito dell’iniziativa Musei aperti.

Alle spalle dei cantori, grazie ad un’illuminazione “sperimentale” ideata dal Priore del Capitolo e Parroco della Cattedrale Don Cesare Provenzi, sembravano prendere vita le arcate originali del chiostro dell’XI secolo con la luce radente che enfatizzava il gioco di chiaroscuri delle
millenarie pietre bianche e rosa del Subasio.

Il Mastrocantore Umberto Rinaldi ha condotto i numerosi presenti, con grande competenza ma anche con levità e talvolta ironia, a comprendere il filo conduttore di un programma che poteva, a prima vista, apparire eterogeneo ma che, al contrario, accomunava tutti i brani proposti attraverso un elemento condiviso: la spiritualità.

Una spiritualità che travalica l’ambito del sacro e, in senso più lato, del religioso, per rendersi presente ovunque, dai brani rinascimentali al canto popolare, dai pezzi d’autore alla musica contemporanea.

Su questo tratto comune si è dipanato pertanto il programma del concerto, dal canto liturgico con l’Ave Maria di Ludovico da Victoria al rinascimentale Francesco Landino, da Pierluigi da Palestrina al…. canto popolare, dall’intensa “Preghiera d’amore”, rielaborata dal Fortini negli anni venti del ‘900, interpretata dal tenore Andrea Mattielli e dal soprano Sonia Rossi, alla notissima “Dolce Sentire”, preceduta dall’esecuzione della Lauda originaria da cui è scaturita l’eleborazione di Riz Ortolani.

Di altissimo profilo la parte concernente il canto d’autore, con l’immortale “Ave Maria” di Schubert, intrerpretata dal soprano Bianca Ciancio, la potente invocazione di Mosè giunto di fronte alle acque del Mar Rosso in “Dal tuo stellato soglio”di Rossini.
Da Giuseppe Verdi, un “gioiello” incastonato in un’opera cupa, a tratti perfino truculenta, come “La forza del destino”, il brano “La Vergine degli Angeli”, affidato alla voce mirabile del soprano Giulia Rinaldi.

Alla scoperta della spiritualità anche nella musica contemporanea, la parte finale del concerto: l’indimenticabile “Mamma” di Bixio, nell’interpretazione del tenore Vincenzo Schiantella, e la luna che si specchia in un fiume da attraversare, metafora della vita, con “Moon River”.

Il Mastrocantore Umberto Rinaldi ha, in ultimo, voluto condividere con i numerosi presenti un recente ricordo: uno schermo televisivo su cui scorrevano i nomi dei mille e più morti di Gaza, ma può valere anche per i morti in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina…….in sottofondo le parole e la musica di “Imagine” di John Lennon: “Immagina un mondo senza possessi….senza necessità di avidità o rabbia. La fratellanza tra gli uomini. Immagina tutta la gente condividere il mondo intero…………..”

Con questo brano, con una speranza di pace e con applausi calorosi, si è concluso il concerto.

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1 Commento

  1. Spett.le Redazione, ritengo sarebbe opportuno citare l’autore degli articoli pubblicati. Nello specifico, la sottoscritta, Patrizia Picasso! Tengo a precisare: non tanto per la mia modesta persona quanto perchè membro del Museo Diocesano della Cattedrale di Assisi. Grazie

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