Consiglio di Stato su Quote rosa, Ricci e la “compagine sgangherata”

da Carlo CIANETTI
ASSISI – Un’altra notizia di oggi è che Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso sulle quote rosa nella Giunta comunale di Assisi. Vale a dire che Ricci e la sua compagine sgangherata dovranno mettere almeno una donna in Giunta. E’ la sconfitta dell’arroganza del coniglio mannaro e, soprattutto, dell’ignoranza: Ricci, come spiega il Consiglio di Stato, non ha saputo neanche interpretare lo Statuto comunale, che all’articolo 30 di fatto impone la presenza dei due generi nell’esecutivo cittadino. E’ un danno economico, perché il comune ha speso decine di migliaia di euro per i legali e ora è condannata a pagare altri 6000 euro alla controparte, ma soprattutto è vergognoso che ci siano volute tre sentenze per far capire a questo disastroso sindaco, che era opportuno arricchire la Giunta con presenze femminili. Una norma di civiltà ormai condivisa in ogni consesso democratico.

La sentenza del Consiglio di Stato ridicolizza anche il Tar dell’Umbria, tali e tante sono le ragioni che riconosce ai ricorrenti. Diamo anche un’altra notizia, magari ai più sconosciuta. Uno dei membri del Tar dell’Umbria, nonché relatore della seconda sentenza, quella che accoglie le insostenibili tesi di Ricci e compagni, è stato anche più volte relatore alla scuola di pubblica amministrazione del comune di Assisi. Insomma uno che già conosceva il comune di Assisi, i suoi amministratori e i suoi dirigenti. Un signore che, ovviamente, per le tenere le sue lezioni veniva adeguatamente pagato.

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