Crisi politica Assisi, Freddii: “Ipocrisia”

Crisi politica Assisi, Freddii: "Ipocrisia"
Crisi politica Assisi, Freddii: "Ipocrisia"

Crisi politica Assisi, Freddii: “Ipocrisia”
da Rino Freddii (Capogruppo Per Assisi Popolare – Consiglio Comunale Assisi)
Ancora una volta, l’ennesima, sono stati smentiti quei falsi profeti che da mesi paventano una crisi politica in Assisi.

Infatti ancora una volta, l’ennesima, noi consiglieri di centrodestra (quello vero, non quello che inciucia con la sinistra), determinati a completare il programma per il quale i cittadini ci hanno premiato al primo turno, abbiamo votato in modo unanime tutti i punti (meno che sul rinvio dell’accettazione di un libro che il prof. Tuscano intende donare alla città di Assisi) all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 19 ottobre.

Una risposta decisa e definitiva a quei colleghi della minoranza che, incapaci da sempre di avanzare la benché minima proposta alternativa alle nostre scelte, alcuni giorni indietro sono ricorsi ad un mezzuccio da età della pietra per cercare di mettere in difficoltà la macchina amministrativa: in occasione del Consiglio Comunale del 15 ottobre, approfittando dell’assenza momentanea e giustificata (per motivi di lavoro e incarichi istituzionali) di due nostri consiglieri, cinque di loro hanno deciso di rimanere nell’adiacente Sala degli Stemmi facendo così mancare il numero legale.

Non pago di ciò qualcuno, forse a nome e per conto di altri, ci ha accusato addirittura di irresponsabilità; proprio noi che con assennatezza e fatti concreti (non con le chiacchiere) abbiamo dato e continueremo a dare le giuste risposte ai problemi dei cittadini e del territorio, nonostante i tagli con l’accetta dei trasferimenti statali.

Credo che mai come in questo caso sia appropriato l’aforisma del filosofo Jaime Balmes “L’uomo usa l’ipocrisia più per ingannare se stesso che per ingannare gli altri”, come ritengo allo stesso tempo che non ci voglia una mente eccelsa per capire chi sono gli irresponsabili tra coloro che sono impossibilitati ad arrivare in tempo per l’appello (credo sia solo la seconda o terza volta in dieci anni) o coloro che, pur essendo presenti, non entrano in aula.

Non parliamo poi dei “maestrini” fuori campo che, dimentichi del recente passato, approfittano di ogni “starnuto” per risalire in cattedra.

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