Cst Assisi, Bartolini, preoccupazione per la perdita di denari…

da Giorgio Bartolini
Le dichiarazioni dell’Avv. Marzio Vaccari riportate dalla stampa, e cioè che il Centro Internazionale di Studi sul Turismo di Assisi (CST) ha personalità giuridica, quindi autonomo rispetto al Comune di Assisi (che ne è socio al 50%), e che detta associazione sta attraversando un periodo di difficoltà, mi trovano d’accordo, anche se dispiaciuto e preoccupato per la situazione economica.

Che il CST sia un organismo da tutelare, anzi già da tempo andava tutelato, è opinione di tutti. Detto questo, invece, non sono dello stesso avviso dell’avvocato laddove afferma che le cause delle difficoltà non dipenderebbero dalla gestione di questi ultimi anni.

Faccio solo sommessamente notare che cinque anni fa il CST possedeva un patrimonio netto (positivo) di 356.000 euro ed invece al 31/12/2013 tale patrimonio netto risultava negativo, e non di poco. Per esser più precisi, in questo periodo sono andati perduti oltre novecentomila euro. Personalmente non sono del parere che, in casi del genere, non ci siano errori di gestione.

Tutto questo non vuole essere una polemica politica. Purtroppo parliamo di numeri, di soldi, di posti di lavoro e di ricchezza che se ne va. È vero che il CST è autonomo, ma i denari conferiti sono di enti pubblici e quindi non ci si può scherzare.

E sinceramente qualche perplessità e preoccupazione ci sono, perché l’acquisto della personalità giuridica è fatto relativamente recente e quindi del monte debiti vanno evidenziati, se esistenti, quelli sorti in precedenza a tale status, per i quali risponde chi ha agito.

Il compito di un amministratore è tutelare in primis gli interessi dei cittadini che pagano le imposte.
Il Comune è socio del CST. In passato, ed ancora oggi, versa annualmente al C.S.T. denari dei contribuenti di Assisi.

È giusto che gli amministratori comunali conoscano la gestione ed esprimano il loro parere, perché i cittadini vogliono chiarezza per sapere dove finiscono i loro soldi.

Credo quindi che sia non solo un diritto, ma un dovere da parte mia evidenziare l’andamento di questa associazione partecipata dal Comune. Ed è quello che seguiterò a fare ad alta voce e senza alcun timore.

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