Dalla pittura alla scrittura, da Firenze a Perugia i “segreti” di Machiavelli anche ad Assisi

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da Lara Partenzi
ASSISI  – Ci sono la pittura e la scrittura, contaminate inevitabilmente dal clima sociale e politico di cui Niccolò Machiavelli fu protagonista indiscusso. C’è un filo conduttore politico-culturale che lega Firenze a Perugia, il mondo accademico fiorentino a quello umbro, esperti uniti nella passione e nello studio di un personaggio che, di certo, oltre ad aver lasciato il segno nella sua Toscana ha inciso anche sulle vicende politiche della nostra regione. E c’è la volontà di trasferire ai giovani, che poi saranno la futura classe politica del nostro Paese, la conoscenza di un importante pezzo di storia, quello che tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 che ha visto protagonisti i cosiddetti capitani di ventura, uomini assoldati dai signori per combattere le loro guerre.

Si è aperto il ricco calendario di iniziative organizzate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione CariPerugia Arte connesso alla mostra su “Machiavelli e il mestiere delle armi” allestita in questi giorni a Palazzo Baldeschi, a Perugia.

Nell’ambito di un progetto formativo-culturale che vuole coinvolgere anche i più giovani, e quindi le scuole, nella scoperta dell’affascinante atmosfera machiavelliana dei capitani di ventura, martedì un primo gruppo di studenti ha visitato la mostra. I ragazzi, due classi della seconda media della scuola secondaria di primo grado “Mastro Giorgio Nelli” di Gubbio, sono stati prima accolti presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia dal segretario Giuliano Masciarri, dal direttore di Cariperugia Arte Cristina De Angelis e dal direttore della Biblioteca Augusta Maurizio Tarantino, uno dei curatori della mostra che ne ha spiegato i contenuti, per poi essere accompagnati a Palazzo Baldeschi, dove hanno visitato gli spazi allestiti con manoscritti, documenti di ogni genere e dipinti, tra cui il ritratto inedito acquistato su Ebay da un altro curatore dell’esposizione, il professor Alessandro Campi, che lo ha riportato in Italia e fatto restaurare. Le visite degli studenti – tante le scuole che hanno presentato le schede di adesione – proseguiranno fino alla chiusura della mostra, prevista per il 25 gennaio, proprio con l’obiettivo <<di avvicinare quanto più possibile i giovani alle iniziative culturali realizzate nel territorio>>, ha detto il presidente della Fondazione CariPerugia Arte, Giuseppe Depretis.

Sempre martedì, si è tenuta anche la prima di un ciclo di 9 conferenze legate alla mostra che si terranno in vari comuni dell’Umbria proprio sulla vicenda politica e letteraria di Niccolò Machiavelli. Tante le persone presenti a Palazzo Bonacquisti, immobile di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia situato nel pieno centro storico di Assisi, dove il professore Antonio Natali, autorevole storico dell’arte nonché direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze –  che ha fornito quattro tra i più pregnanti dipinti in mostra a Perugia – ha ricostruito il legame tra l’arte fiorentina del primo Cinquecento e il clima religioso e culturale ben noto al Machiavelli. Anche attraverso la lettura iconologica di due opere che ben s’attagliano all’ambiente religioso fiorentino di quella stagione tormentata, la Madonna delle Arpie e la Disputa sulla Trinità di Andrea del Sarto, dipinte in una fase in cui il Concilio fiorentino (1517) aveva proibito quella predicazione apocalittica che nelle chiese fiorentine turbava il popolo dei fedeli.

Niccolò Machiavelli serba memoria di quel clima di minacce e di paure in alcune lettere indirizzate a Francesco Vettori nel 1513 e nel 1514. Il Machiavelli, da laico, testimonia, col suo stile vibrante, di un’aria che la stessa gerarchia ecclesiastica non poteva a lungo tollerare. E di certo, Machiavelli non poteva non guardare all’arte che in una Firenze del fine ‘400 viveva un <<momento di spessore incredibile>>, come rimarcato nel suo intervento anche dal prof Francesco Federico Mancini dell’Università di Perugia. Basti pensare che ogni giorno, entrando a Palazzo Vecchio, l’autore de Il Principe poteva guardare l’eroe di Michelangelo che affronta il gigante, la celebre scultura di David che ritrae l’eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia solo con l’uso di una fionda e del suo coraggio. Un “concetto”, questo, caro al Machiavelli, fautore delle guerre combattute con i propri eserciti piuttosto che con soldati mercenari motivati solo dal denaro.

All’incontro era presente anche il sindaco di Assisi Claudio Ricci, che citando un aneddoto ha ricordato che Machiavelli “amava stringere le mani – ha detto –  e io penso che per le relazioni di oggi, questo tipo di contatto sia importante, soprattutto per accorciare le distanze tra le varie istituzioni e i cittadini”.  Il sindaco ha poi aggiunto che “la Fondazione ha esposto bene in questa mostra la connessione tra Machiavelli e l’Umbria, una terra di Santi ma anche di numerosi condottieri che ne hanno fatto la storia. Ed è giusto che si sappia, è giusto che i giovani ne siano a conoscenza per capire meglio la propria storia e le proprie origini”.

A sua volta, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo, ha sottolineato che nella discussione degli esperti Machiavelli è stato bene accostato alla politica di oggi, a sottolineare come questo personaggio sia vivo e attuale. La Fondazione vuole tradurre queste connessioni per creare interesse e renderle presentabili. Come Fondazione cerchiamo di aiutare enti, associazioni ma abbiamo deciso di non voler più collaborare con terzi e a questo proposito la nuova struttura della Fondazione, la Cariperugia Arte è nata per presentare manifestazioni artistiche di varia natura. La mostra esposta a Perugia è un esempio di come la struttura vuol indirizzare i visitatori, turisti e cittadini>>.

Ma in questi giorni l’Umbria ha potuto salutare un altro esperto accademico nonché grande studioso di Niccolò Machiavelli: il professor Sergio Bertelli, docente presso la facoltà di Scienze politiche di Perugia negli anni ’80, ieri mattina era di nuovo lì, a distanza di anni, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2014-2015 del Dipartimento di Scienze politiche, che dal gennaio 2014 ha preso il posto della facoltà. Storico di fama internazionale, Il professor Bertelli è stato accolto con molto calore dai suoi ex colleghi, molti dei quali sono stati anche suoi ex studenti, presso la sede universitaria di via Pascoli, dove dopo i discorsi del rettore dell’Ateneo perugino, Franco Moriconi e del direttore del Dipartimento Ambrogio Santambrogio, ha tenuto una prolusione sul tema “Machiavelli attraverso il suo epistolario”. Anche questa lezione fa parte del programma culturale organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione CariPerugia Arte connesso alla mostra sul Machiavelli. Il professor Bertelli, che ha curato, tra l’altro, Il principe e Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, ha tracciato un profilo della personalità dell’autore de Il Principe attraverso una lettura del suo epistolario pubblico e privato, da cui emerge una figura ambigua, sicura di sé ed al tempo stesso tormentata.

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