Dalla Soprintendenza stroncature di bellissimi progetti di recupero del patrimonio agricolo

da Mario Cicogna (Portavoce del Comune di Assisi)
ASSISI – Mentre il settore dell’edilizia, un settore in crisi profonda che impatta pesantemente in tutta la filiera, dagli imprenditori, alle figure professionali legate ai cantieri, ai produttori di materiali e agli operai, con pochi segnali incoraggianti all’orizzonte (lo dicono tutte le fonti disponibili: Ance, Aitec, Andil e Unacea), la Soprintendenza di Perugia, da un po’ di tempo, nel territorio dell’assisano mortifica anche il minimo accenno di ripartenza.

Da quando il Comune di Assisi, 4 mesi fa, ha approvato in via definitiva il nuovo P.R.G. adeguato alla Legge Regionale n. 11/05, nel quale sono state peraltro recepite appieno le indicazioni pervenute dal Ministero per i Beni Ambientali, la quasi totalità della pratiche di ristrutturazione degli annessi agricoli viene sistematicamente bocciata dalla Soprintendenza.

Queste “stroncature” di bellissimi progetti di recupero del patrimonio agricolo avvengono sulla base di motivazioni generiche di non meglio specificate “incompatibilità con il vincolo ambientale”, ed appare chiaro che la Soprintendenza ha aperto una personalissima battaglia contro le possibilità concesse dalla nuova normativa regionale per le zone agricole; a farne le spese, ovviamente, i tecnici e la poca committenza ancora in grado di spendere risorse economiche.

Se ne rammarica, con evidente e legittima perplessità, l’assessore all’Urbanistica Moreno Fortini, che analizza una corposa documentazione su dinieghi alcuni dei quali a dir poco strani e per certi versi anche buffi. “Non è ammessa la realizzazione di siepi”, tuona uno di questi rifiuti della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria (vale a dire la Soprintendenza), contro uno dei postulanti. C’è il benservito anche per un tizio che vorrebbe abbattere due olmi, con successivo reimpianto. “Non si può! ”

C’è la pratica con richiesta di ripristino del wc crollato, corte interclusa, quindi presenza visibile solo dall’aereo…Il responso è categorico: “non si può ripristinare!”

Seguono tante altre pratiche con identica motivazione, troppo generica per essere seria: “non conforme alle disposizioni contenute nello strumento di piano paesaggistico vigente”. Tutto qui.

L’assessore Fortini, oltre ad essere perplesso, è anche preoccupato, “perché in ultima analisi – egli dice – si tratta di dare accoglimento per lo piú a richieste legittime, e si tratta di rimuovere, anche, una situazione di stallo sul fronte del lavoro.

Da parte nostra – egli sottolinea – c’è consapevolezza che vengono trasmesse in Soprintendenza, per il parere definitivo, pratiche preventivamente analizzate da esperti e da una apposita commissione (composta anche da architetti esperti ambientali di fuori comune): in totale 10 persone, fra cui, anche, un geologo, un agronomo e un esperto di barriere per disabili. A giudicare da quello che si sta verificando da un po’ di tempo in qua – sintetizza l’assessore all’Urbanistica – non vorrei che il loro impegno sia vanificato dall’unico addetto della Soprintendenza per Assisi (un geometra) e dall’unico funzionario a cui competono anche le pratiche di Spello, Cannara, Bettona, Bastia, Perugia e tanti alti comuni, con giudizi spesso troppo estemporanei o precipitosi, con conseguenze negative per tanti.

Da tener presente, oltretutto, puntualizza Fortini, che, su richiesta del Comune di Assisi, l’Ufficio Urbanistica della Regione dell’Umbria, diretto da Angelo Pistelli, ha fornito un importantissimo parere “pro veritate” riguardante la portata normativa della Ristrutturazione Edilizia ai sensi della suddetta L.R. 11/05, che sposa integralmente l’interpretazione dell’Ufficio Tecnico comunale, sconfessando l’interpretazione restrittiva che fino a ieri ne dava la Soprintendenza.

(Nella foto: l’Assessore Moreno Fortini, Franco Brunozzi, Presidente Commissione, e componenti al lavoro)

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