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Difesa del punto nascita, Freddii: “C’è chi dice no”

Depotenziamento ospedale
Rino Freddii

Riceviamo da Rino Freddii, capogruppo “Per Assisi Popolare” e pubblichiamo:

Siamo alla farsa. Sia il PD che la Lista Bartolini, dopo aver lasciata sola la maggioranza nella battaglia a salvaguardia dell’Ospedale di Assisi in generale e del Punto Nascita in particolare, non trovano di meglio che tentare di addossare al sindaco Ricci e alla maggioranza che lo sostiene la colpa di un eventuale ridimensionamento del nostro nosocomio.

Questo oramai patetico ergersi a “maestrine che danno le pagelle” non fa certo dimenticare che stiamo pagando quello che “è” e “non è” stato fatto, sia in passato sia negli ultimi tempi.

Mi riferisco al Piano Sanitario Regionale redatto ed approvato negli anni 1999/2000 quando la Regione era retta, come ora, dalla sinistra e Sindaco di Assisi era Bartolini.

Nessuno, che non sia in malafede, può negare che la responsabilità politica di certe scelte attuali è chiaramente di chi ha approvato quel Piano e di chi allora, in quanto primo cittadino, non ha messo in piedi inspiegabilmente ed inopportunamente nessuna iniziativa per impedire che venisse penalizzata la sanità assisana.

Come, allo stesso tempo, non si può non addebitare la diminuzione dei parti all’assenza del Primario in Ostetricia e Ginecologia la cui nomina è stata rinviata per anni dai responsabili regionali.

La raccolta di firme, le simboliche occupazioni di Palazzo Cesaroni e dell’Ospedale, i vari incontri con gli assessori regionali che si sono succeduti e le tante altre manifestazioni organizzate a difesa del nostro ospedale in questi ultimi anni, hanno visto la presenza, oltre che di numerose Associazioni, Pro Loco e Cittadini (che ringraziamo), solo della maggioranza.

Infatti l’opposizione non ha partecipato a nessuna iniziativa nonostante gli innumerevoli inviti (comunicati stampa e interventi in aula) a fare fronte comune sulle rivendicazioni riguardanti l’ospedale, la frana Ivancich e il corso di laurea sul turismo, che secondo noi non dovrebbero avere il colore di nessun partito, tanto è vero che nelle varie dimostrazioni non abbiamo esposto nessun simbolo.

Il disinteresse per le sorti dell’ospedale di Assisi da parte dei colleghi dell’opposizione è confermato anche dalla loro irresponsabile diserzione in massa alla recente riunione (3 luglio) della Terza Commissione allargata ai Capigruppo promossa dalla Presidente Claudia Travicelli e dalla Presidente del Consiglio Patrizia Buini con all’ordine del giorno la discussione sulla delibera (solo in minima parte condivisibile) del Direttore Generale USL Umbria n.1 dott. Giuseppe Legato con la quale di fatto propone l’inaccettabile chiusura del Punto Nascita.

Poiché inizialmente si è lavorato fianco a fianco con impegno e passione raggiungendo ottimi risultati che hanno portato, con l’aiuto di alcuni qualificati esperti, alla stesura del documento-progetto “Valorizzazione e Rilancio dell’Ospedale di Assisi”, approvato in Consiglio Comunale con voto unanime, ripropongo ai colleghi della minoranza alcuni interrogativi che nel recente passato non hanno avuto risposte: Se difendere l’ospedale era un impegno di tutti, perché noi ci siamo (qualcuno non c’è mai stato) e molti; altri non ci sono più?; Perché il PD assisano preferisce percorrere da solo una corsia preferenziale con i vertici regionali della Sanità che guarda caso sono anche i vertici del partito?; Perché non si privilegia il confronto tra Istituzioni invece che quello tra correnti di partito?; Perché il collega Bartolini, oltre a non fare nessuna proposta, non partecipa neanche alla protesta?

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