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Cacciata Travicelli, Ciotti, non piangeremo ma modalità e tempi esecrabili

Abbiamo assistito alla farsa delle dimissioni di Guarducci ed ora alla tragicommedia della eliminazione della Travicelli

Cacciata Travicelli, Ciotti, non piangeremo ma modalità e tempi esecrabili

Cacciata Travicelli, Ciotti, non piangeremo ma modalità e tempi esecrabili

da Luigino Ciotti
La cacciata dell’assessora Travicelli non ci farà certo né piangere, né rimpiangere, avendola noi accusata di doppi e tripli salti mortali e chi di spada ferisce di spada perisce, ma certo la modalità ed i tempi con la quale è avvenuta sicuramente non è né una lezione di stile né di buona politica. Auguri al nuovo assessore e comunque al lavoro della giunta, per il bene della città, anche se noi ne siamo fino ad oggi fortemente delusi.

Perché è avvenuto? Perché alcune contraddizioni della giunta e delle componenti politiche che la sostengono sono venute a galla dopo un anno di insuccessi o detto eufemisticamente di scarsi risultati.

Non a caso in questi 20 giorni abbiamo assistito alla farsa delle dimissioni di Guarducci ed ora alla tragicommedia della eliminazione della Travicelli, selfista della sindaca, caduta in disgrazia. Ciò non è casuale perché erano i 2 assessori esterni senza un partito alle spalle e quindi più deboli politicamente. Il PD nell’ombra, in tutti i sensi, non ha mai smesso di rivendicare per sé un maggior ruolo, rivendicando di essere l’azionista di maggioranza della ditta Proietti.

L’immagine amministrativa oscurata dai tanti errori e repentini cambiamenti, sul traffico ad Assisi, sui rifiuti, sulla gestione del personale ed ora anche sulla tassa di soggiorno (a cui il sindaco dichiarava la sua contrarietà in campagna elettorale), dall’assenza di fondi e del suo uso problematico come per Universo 2017, aveva bisogno di una registrata e di una riverniciata e, come il sindaco ci ha abituato, la “trovata” è utilizzare dei “grandi” nomi e di gente esterna al nostro territorio per attrarre e dare nuove speranze.

Come a poker quando si perde si rilancia. Nel caso specifico del nuovo assessore Rota, di cui non mettiamo in discussione la sua professionalità di architetto ed anche la fantasia ed il volar alto, siamo scettici sulla sua utilità per Assisi, in cui non c’è in previsione alcun grande progetto urbanistico, perché non capiamo come possa conciliare, per circa 1.000 euro di stipendio al mese, la grande disponibilità di tempo che occorre, per seguire attentamente e quotidianamente le pratiche urbanistiche, con il suo essere milanese e legato ad interessi altrove.

Comunque in una giunta a cui si è affievolito l’entusiasmo cattolico per il suo futuro, che alla prova dei fatti, al di là dei voli pindarici esibiti, ha smosso e fatto poco, che è lacerata dai riflessi delle lotte nel PD, l’inconsistenza di altre forze, la carenza ed i tagli dei fondi ai Comuni da parte del  governo che ha lo stesso segno politico, la volontà del sindaco di smarcarsi dalle forze politiche, senza avere i numeri necessari per poterlo fare fino in fondo, dovendone rimanere suo malgrado abbracciata senza amore per non affogare insieme, le problematiche nuove sorte come quelle legate alla diminuzione del turismo ed i suoi riflessi, le difficoltà sono diventate maggiori di ciò che ci si aspettava ed un anno dopo la luna di miele anche con i cittadini è finita. Vedremo se come dicono i capogruppo delle forze di maggioranza siamo di fronte ad un nuovo slancio e rilancio dell’azione di governo o come noi riteniamo siamo ai primi sintomi, evidenti per tutti, di una crisi oggi manifesta perché le dimissioni ritirate o accettate non sono un buon segnale.

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