Diocesi Assisi, “Il Sinodo impegno piu’ importante per la Comunità”

MonsignorDOMENICOsorrentinoVICARIOdelVESCOVOASSISI – “Il Sinodo ora è l’impegno più importante per la Chiesa diocesana. Il vescovo monsignor Domenico Sorrentino non si stancherà mai di ripeterlo ed anzi la diffusione e conoscenza di questo appuntamento che coinvolge tutti devono essere costanti. “Non è un obbligo – ha tenuto a sottolineare – ma una scelta per dare risposte a delle problematiche e delle esigenze che sono venute fuori in questi anni. La pre-assemblea diocesana che si è svolta il 13 e il 14 giugno a Santa Tecla ha avuto come filo conduttore proprio il cammino di preparazione a questo momento che si svolgerà ufficialmente il prossimo anno con il lavoro di 150 sinodali. Nella prima giornata dopo l’invocazione allo Spirito, si è letto il passo dell’Apocalisse 5,1-12, che il vescovo ha definito l’ “orizzonte di speranza in cui il cammino sinodale è chiamato ad inserirsi. Commentando il brano neotestamentario di apertura dei lavori monsignor Sorrentino ha anzitutto informato che il momento celebrativo vero e proprio del Sinodo si avvierà dopo Natale, ma che anche l’autunno rappresenterà un periodo importante di preparazione. “Ci troviamo – ha detto il vescovo – di fronte a una profonda e vasta crisi di valori, pensiero e relazioni.

Rischiamo anche noi, comunità cristiana, di sentirci smarriti e disillusi, senza speranza, come i due discepoli di Emmaus. Ma l’Agnello, mostrandoci le sue piaghe aperte, che sono piaghe di un Vivente, può farci rialzare e camminare, da risorti. Avviando dunque il lavoro del pomeriggio il vescovo ha comunicato che alla prossima assemblea diocesana interverrà il cardinale Kasper sottolineando che l’obiettivo dei laboratori di questa due giorni è quello di verificare e mettere a punto l’Instrumentum laboris definitivo su cui lavoreranno le commissioni sinodali, per aree. L’ultimo Sinodo celebrato in diocesi risale al 1938, per volontà di monsignor Nicolini, quello precedente al 1909, quello prima addirittura al 1764. Padre Francesco De Lazzari, in qualità di segretario del Sinodo ha sintetizzato gli esiti dei lavori di ampia consultazione condotti dai consigli sinodali parrocchiali e registrati in un notevole numero di verbali.

In sintesi è stato messo in evidenza che la maggior parte dell’attenzione è stata dimostrata rispetto alle tre aree di approfondimento proposte dallo stesso Instrumentum laboris adottato per questa prima fase: “Crisi della fede e forza della Parola, “La Chiesa, famiglia di famiglie e “Per annunciare il Vangelo nelle periferie. Dai verbali emergono con forza la preoccupazione per i giovani e la famiglia, ma con una certa difficoltà a fare proposte concrete in merito. Si riscontra interesse e attenzione anche al ruolo del laicato, come corresponsabile della pastorale, e la sollecitazione di un coinvolgimento più ampio e sistematico della grande risorsa costituita dai religiosi e i santuari presenti in Diocesi. Ha riscosso invece minor attenzione la questione dello “Spirito di Assisi. Padre De Lazzari è passato poi alla lettura delle sintesi dei verbali dei 5 vicariati. Vi si sottolinea fortemente la problematica di un catechismo efficace, in grado di coinvolgere le famiglie nella formazione alla fede dei figli, quella della grande crisi economica e politica, che richiede un intervento dei cristiani preparato e progettuale, e una valutazione in genere positiva delle Comunità Maria Famiglie del vangelo.

Don Girolamo Giovannini ha invece esposto la bozza dell’Instrumentum laboris per “una chiesa gioiosa e missionaria su cui dovranno lavorare le commissioni che nella mattinata di sabato hanno messo a punto diverse proposte, modifiche e integrazioni. Molteplici gli spunti venuti fuori dai laboratori: dalla numerosità delle sottocommissioni alla necessità di un maggiore approfondimento biblico, dall’accoglienza dei pellegrini in una città come Assisi alla formazione dei religiosi, dalla centralità della eucarestia nella liturgia domenicale all’importanza delle caritas parrocchiali in questo momento di profonda crisi. Ascoltate con attenzione le sintesi dei laboratori il vescovo ha ringraziato tutti per le indicazioni che “ci aiutano a capire che cosa vogliamo fare. Voglio tuttavia chiarire che l’Instrumentum laboris, avrà degli riferimenti fondativi, come la Parola di Dio su cui non si discute perché è magistero della Chiesa, quei riferimenti vanno solo assimilati. Dopo questo step lo schema dell’Instrumentum laboris sarà assoggettato a un’altra ondata di coinvolgimento.

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