Evade dai domiciliari e semina il panico, armato di coltello contro dei turisti

Sono stati attimi di terrore quelli vissuti la scorsa notte da un gruppo di turisti in visita ad Assisi. Erano da poco passate le dieci di sera quando i vacanzieri, intenti a sorseggiare un caffè all’esterno dell’albergo vengono avvicinati da un giovane che li importuna proferendo frasi sconnesse e senza senso: i ragazzi pensano che il tutto sia dovuto ad una bevuta di troppo, tanto più che lo stesso viene allontanato da un suo conoscente che lo riaccompagna a casa. Sembra tutta una brutta avventura durata veramente qualche frazione di secondo, nulla più.
La serata assume invece una piega decisamente più preoccupante quando la comitiva riunitasi davanti all’albergo vede il ragazzo tornare indietro, stavolta però armato di coltello: i più rimangono impietriti, gli altri contattano il Pronto Intervento dei Carabinieri. I turisti parlano di un ragazzo di circa venticinque anni che brandendo un lungo coltello minaccia i presenti e pretende che l’autista del pullman gli dia la sigaretta che in quel momento sta fumando.
Sul posto sopraggiungono nel giro di pochi minuti due pattuglie dell’Arma: nel frattempo il giovane si è dileguato a piedi, dirigendosi verso casa. I militari raccolte le prime dichiarazioni sul posto individuano da subito l’autore dell’insano gesto che, in preda ai fumi dell’alcool ha dichiarato con spavalderia di essere un detenuto agli arresti domiciliari. Quest’ultimo particolare è di fondamentale importanza per i Carabinieri che si recano presso l’abitazione dove nel frattempo ha trovato rifugio l’autore del fatto. La descrizione seppur sommaria dell’abbigliamento ed il coltello lungo circa trenta centimetri che il ventitreenne tiene ancora in mano sono indizi più che sufficienti per trarlo in arresto.
Dopo una breve mediazione, il giovane capisce la gravità di quanto ha appena fatto e senza opporre resistenza segue i militari presso gli Uffici della Compagnia Carabinieri di Assisi dove gli operanti lo dichiarano in arresto per evasione, minaccia grave e porto di strumenti od oggetti atti ad offendere.

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