Fallimento CST – Una ferita per tutta la città, a causa di troppi errori, ritardi e minimizzazioni

CST, Bartolini: “Ma ora chi pagherà i debiti?”

Fallimento CST – Una ferita per tutta la città, a causa di troppi errori, ritardi e minimizzazioni
Il fallimento del CST indica solo una cosa, che ad Assisi è sempre più urgente un taglio netto col passato

da Simone Pettirossi
Il fallimento del CST è davvero una brutta storia. Tante volte in questi anni ci siamo occupati e preoccupati della situazione del Centro studi e ne abbiamo chiesto conto più volte, sia sulla stampa che in Consiglio comunale con atti ufficiali. Purtroppo sono arrivate sempre risposte elusive e finte rassicurazioni.
Il 2 giugno 2014 abbiamo presentato un’interpellanza, discussa nella seduta del Consiglio comunale del 27 giugno 2014 (qui la Delibera con la Discussione), in cui chiedevamo conto della situazione dei dipendenti licenziati e sullo stato del Centro.
Il 21 maggio 2015, abbiamo presentato una interrogazione urgente, a risposta scritta, a cui il Sindaco avrebbe dovuto rispondere entro 30 giorni, ma che purtroppo è stata discussa dopo molti mesi in Consiglio, nella penultima seduta del 19 ottobre 2015 (qui la Delibera con la Discussione).
Erano giunte ancora rassicurazioni, ma dopo pochi giorni è uscita la notizia del fallimento.
Con il fallimento del Centro la città oggi è più povera. Ma i problemi, come sappiamo tutti, vengono da lontano. Non ci sono parole di fronte a una situazione così penosa che si è trascinata purtroppo per anni, benché le forze di minoranza avessero più volte evidenziato il problema.
Proprio per questo non accettiamo che ci siano alcuni sconosciuti che sostengano ad esempio che la responsabilità sul CST è di tutti, perché non è per niente di tutti. C’è chi governa e chi sta all’opposizione. Chi governa ha su di sé l’onore e l’onere delle decisioni e di indicare la rotta. Chi fa opposizione avanza invece proposte e critica le cose che non vanno, come abbiamo fatto numerose volte in questi anni.
Il fallimento del CST indica solo una cosa, che ad Assisi è sempre più urgente un taglio netto col passato.
Bisogna cambiare rotta nel nostro Comune, abbandonando l’antica tattica del rinvio e del temporeggiamento.
Serve una nuova Governance pubblica che persegua veramente il bene comune e l’interesse collettivo, che affronti anche le questioni spinose quando è ora senza lasciarle macerare negli anni, che programmi in modo serio lo sviluppo economico, sociale, culturale, turistico di Assisi nel medio-lungo periodo.
#CAMBIAmoAssisi
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