Francesco Mignani, Banda Larga – cui prodest

Elezioni Assisi, Baglioni (Mignani): «Povero il nostro territorio!»
Francesco Mignani

Francesco Mignani, Banda Larga – cui prodest
premesse che non hanno però fugato i dubbi sulla qualità dell’intervento

da Mauro Baglioni
Coordinatore Movimento per Mignani Sindaco
La forte risonanza suscitata dalle dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale sul progetto Assisi Open City ha stuzzicato la nostra curiosità, quindi, coerentemente al nostro principio che prima di parlare si debba capire, siamo andati a vedere cosa ci fosse realmente dietro a tutto questo. Dalle dichiarazione del Responsabile Progetti Speciali di Sviluppo Rete di TIM sembrerebbe che questo progetto sia notevole e degno dell’interesse dell’azienda; strano però che lo stesso non sia stato premiato nel contest specifico realizzato da TIM, infatti dai dati disponibili nel sito approntato dalla società (http://italiaconnessa.telecomitalia.com/risultati-della-terza-edizione-del-contest) si legge come i numeri del 2015 siano: 133 i comuni italiani di medie dimensioni, con una popolazione compresa tra i 14.000 e 51.000 abitanti cui si è rivolto il contest 16 i comuni che hanno partecipato (tra cui Assisi) 3 i finalisti: i comuni di Chiari, Narni e San Miniato 1 vincitore: Chiari La prima domanda che quindi spontaneamente ci si pone è: perché il Vice Sindaco facente funzioni da Sindaco ci dice di aver avuto incontri con TIM per far partire un progetto che non è neanche arrivato tra i primi tre? All’art. 9 del regolamento del contest, capitolo Premi, risulta che: Nel Comune selezionato attraverso il presente contest Telecom realizzerà le infrastrutture di rete NGN, in anticipo rispetto ai propri piani, e comunque entro 24 mesi dall’aggiudicazione del Contest.

Nel caso in cui il Comune aggiudicatario sia inserito all’interno dei Bandi UBB Telecom infrastrutturerà in modo da garantire che si realizzi una infrastruttura complementare a quella prevista da eventuali bandi pubblici.

La scelta delle architetture, delle tecnologie e dei fornitori, nonché i tempi di realizzazione e la definizione delle aree da coprire resterà nella totale discrezionalità di Telecom. Resta inteso che, nel caso in cui l’infrastruttura non sia realizzata entro il predetto termine per ragioni non imputabili a Telecom, quest’ultima si intenderà esonerata dagli impegni assunti con il presente Regolamento senza che il Comune vincitore possa avanzare nei confronti di Telecom alcuna richiesta, pretesa, azione o eccezione (a titolo di risarcimento e/o indennizzo). Letta così sembrerebbe davvero un meritevole premio, tutto incentrato al bene del territorio, con ampie garanzie e certezze dell’intervento; ricordiamo però che questo è il premio per il primo selezionato, non quindi per Assisi, che non è neppure tra i Comuni finalisti e per il quale probabilmente le condizioni saranno meno favorevoli.

Queste invitanti premesse non hanno però fugato i dubbi sulla qualità dell’intervento, anzi hanno reso ancora più impellente la necessità di approfondire la questione. Purtroppo la lettura del regolamento del contest, anziché chiarire, ha fatto sorgere ancora più dubbi, ma in questa sede annoierei riportandoli tutti. Viene quindi da pensare quale siano le motivazioni che spingono una grande impresa privata, qual è Telecom, a promuovere un bando rivolto a pubbliche amministrazioni, per realizzare infrastrutture private su suoli pubblici.

Sicuramente sarà legittimo, ma certo nella bilancia degli interessi ci si chiede quale sia il peso di quelli pubblici a fronte di quelli privati. Chissà, forse è il nome stesso di Assisi a poter rivestire una certa “attrattiva” per l’azienda Telecom, spendibile magari in termini pubblicitari e, visto che posizionare antenne è risultato così semplice (mentre spostarle è così difficile), avranno pensato che realizzare delle linee di trasmissione dati e magari qualche altra antenna, fosse altrettanto facile.

Infatti, il regolamento del contest è molto chiaro: “Resta inteso sin d’ora che l’infrastruttura che sarà realizzata rimarrà di esclusiva titolarità di Telecom e quest’ultima eserciterà un pieno ed incondizionato diritto di proprietà su detta infrastruttura e che l’accesso a quest’ultima sarà garantito da Telecom a tutti gli altri Operatori alle condizioni previste dalla Regolamentazione”. Ma siamo proprio sicuri che questa operazione sia poi così conveniente? E’ stata fatta una valutazione costi-benefici di un’opera a servizio pubblico che rimarrà di proprietà privata? Non sarebbe magari auspicabile impegnarsi nel reperimento di finanziamenti dai fondi europei come il PSR 2014-2020, dove è previsto un capitolo specifico di sostegno alle infrastrutture a banda larga? A queste domande vorremmo una risposta. Noi del Movimento per Mignani Sindaco crediamo che la progettualità di un’Amministrazione non possa essere gestita in modo così superficiale, il bene comune richiede maggiore attenzione. Assisi richiede maggiore rispetto. Noi scegliamo Assisi.

Francesco Mignani

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