Francesco la profezia delle periferie, dal 20 al 24 agosto alla Cittadella di Assisi

Tutte le strade portano alla periferia. E come san Francesco, nella sua conversione, vive ‘un costante movimento dal centro alla periferia di Assisi’, così il Papa, “venuto dalla fine del mondo” irrompe nella nostra storia con gesti e parole che spronano la Chiesa a “uscire verso le periferie esistenziali e geografiche”, a viverle e “abitarle”.

Al centro delle quattro giornate del Corso c’è appunto il tema delle periferie, raffigurate nell’immaginario collettivo come veri e propri ‘non-luoghi’, privi di spessore umano e culturale, abbandonate a un destino di degrado e di emarginazione che qualificati studiosi del nostro tempo non esitano ad associare alla caduta di ogni dimensione solidale, al cinismo narcisistico dilagante e alla lacerazione delle relazioni umane. Si tratta di scenari che da molto tempo interpellano la coscienza civile e religiosa dei credenti e dei laici, non solo nel nostro Paese.

Papa Francesco irrompe nella drammaticità della nostra storia con un respiro profetico di Speranza e di fiducia nel cambiamento del cuore delle persone e delle istituzioni civili e religiose. Si fa Pellegrino disarmato portando la parola di Dio nel cuore e, attraverso i poveri, ‘toccando la carne di Cristo’.

Al Corso di studi cristiani partecipano, tra gli altri: Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità ecumenica di Bose; Mariano Borgognoni, sociologo e scrittore; Luigi Ciotti, fondatore e presidente del Gruppo Abele e di Libera; Valentino Castellani, ex sindaco di Torino; Salvatore Settis, archeologo e docente alla Normale di Pisa; Michela Murgia, scrittrice; Giannino Piana, teologo morale; Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Fondazione Migrantes; Lilia Sebastiani, teologa; Rosino Gibellini, direttore culturale editrice Queriniana; Mario Vaudano, magistrato; Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; Anna Maria Cimino, filosofa e medico; Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi.

Guideranno i gruppi di approfondimento (disabilità, carcere, emigrazione) Silvia Ilicini, Livio Ferrari, padre Giovanni La Manna, presidente e direttore del Centro Astalli.

Sono previsti: spazi di preghiera mattutina a cura della musicista e responsabile Exodus in Assisi Barbara Invernizzi, una serata teatrale e una musicale.

Mercoledì 20, alle 18, prima dell’apertura del Corso da parte di monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Fondazione Migrantes, verrà inaugurata la mostra Il Concilio Vaticano II: Giovanni XXIII. Arte e testimonianza in Assisi, con la partecipazione del critico d’arte Mariano Apa, docente all’Accademia BBAA di Roma.

Il cammino di Francesco dal centro alle periferie, evoca l’utopia di una civiltà della misericordia che abolisca le armi, le torture, le condanne a morte e, come Egli stesso ripete, la “cultura dello scarto”. Senza programmare alcuna rivoluzione, Papa Bergoglio, in qualità di Pellegrino disarmato, porta la parola di Dio nel cuore e, attraverso i poveri, “tocca la carne di Cristo”.

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