Frati d’Assisi, abolire Forestale è regalo a ecomafie

dal sito sanfrancescopatronoditalia.it
“Accorpare il Corpo Forestale dello Stato alla Polizia è un regalo alle ecomafie, la natura va tutelata” è quanto hanno dichiarato i frati della Basilica di San Francesco d’Assisi sul sito ”sanfrancescopatronoditalia.it”

Su proposta del Governo, il Senato e la Camera nei prossimi giorni saranno chiamati a decidere sulle sorti del Corpo forestale dello Stato. Un Corpo di polizia di quasi duecento anni che da sempre si occupa dell’ambiente, della natura e del creato a 360 gradi.

La proposta è quella di accorpare il personale del Corpo forestale dello Stato alla Polizia di Stato. Un manovra che non solo determinerà la perdita della competenze che negli anni gli uomini e le donne della Forestale hanno acquistato nel settore ambientale, ma che lascerebbero campo libero alle eco-mafie contro le quali la Forestale è impegnata in prima linea da diverso tempo.

Numerosi sono i settori d’intervento della Forestale che possono essere riconducibili a tre filoni principali: tutela dell’ambiente e salvaguardia della biodiversità, sicurezza pubblica e protezione civile, con particolare riferimento alla lotta agli incendi boschivi, e la sicurezza agroalimentare.

Le attività svolte del Corpo forestale riguardano soprattutto i reati ambientali e agroalimentari che danneggiano fortemente il nostro territorio con rischio per la salute umana. Particolarmente significativo il contributo della Forestale nell’area denominata “Terra dei Fuochi” a fianco di Don Patricello, come in tante altre zone colpite dai disastri ambientali di vario genere: dall’inquinamento delle acque, dei suoli e dell’aria, al dissesto idrogeologico.

Da anni il Corpo forestale dello Stato, inoltre, collabora con l’Associazione di Don Luigi Ciotti “LIBERA nomi e numeri contro la mafia”, condividendone le attività e le finalità, portando avanti con forza valori come la legalità ambientale.

Qualora la Forestale chiudesse i cittadini dovrebbero rinunciare a:
· tutela della biodiversità;
· monitoraggio delle foreste
· lotta agli incendi boschivi;
· controlli agroalimentari – dalla filiera fino alla tavola;
· lotta all’inquinamento e al traffico dei rifiuti.

DON PATRICIELLO A RENZI, PER TERRA DEI FUOCHI TRAGEDIA SCIOGLIERE CFS
Sciogliere il Corpo Forestale dello Stato “sarebbe una tragedia – spiega Don Patriciello – in questi anni, nella Terra dei Fuochi, tutto quello che è stato possibile fare lo abbiamo fatto grazie alla Forestale. Per questo, sto scrivendo proprio adesso una lettera a Renzi per capire i motivi di questa scelta, un appello perché il Cfs non venga sciolto perché per noi sarebbe un’assurdità”.

“I militari – aggiunge – con tutto il rispetto per il loro lavoro, chi li ha visti mai? E poi cosa possono fare? Utilizzare i militari non è una soluzione, è gettare polvere negli occhi”. Di Terra dei Fuochi, Don Patriciello ha avuto modo di parlare anche con il Santo Padre, lo scorso 21 marzo nel Duomo di Napoli.

DON CIOTTI: INDEBOLIRE CFS E’ GRAVISSIMO ERRORE, BALURDO CONTRO ECOREATI
“Il Cfs è diventato un baluardo contro la lotta agli ecoreati e le ecomafie. Indebolirlo è un gravissimo errore come hanno ben detto, tra gli altri, don Ciotti e Roberto Saviano”.

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