I sette giorni del serafico a Expo: tra i tanti amici anche cinema e TV

Tantissimi amici hanno accompagnato il Serafico di Assisi che ha aperto le sue porte al mondo partecipando a Expo2015 Milano nel padiglione della società civile, Cascina Triulza, con il patrocinio di Asl Umbria 1 e Italia Nostra onlus. All’inaugurazione di ‘Doppio Senso’, il percorso multisensoriale tra abilità e disabilità, insieme alla presidente Francesca Di Maolo, al direttore sanitario Sandro Elisei e all’agronoma del Serafico, Beatrice Marucci, sono intervenuti l’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini; Giovanna Vignola, attrice de La Grande Bellezza e grande amica dei ragazzi del Serafico; Claudio Ricci, sindaco di Assisi; Stefano Moretti, ‘Scheggia’ della fiction ‘Un Posto al Sole’; il professor Francesco Tei, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia; Luigi Colombo, vice presidente di Italia Nostra Onlus.
“L’esperienza che ho vissuto al Serafico la porterò con me per tutta la vita – ha raccontato emozionata l’attrice del film premio Oscar di Sorrentino – portando io stessa una disabilità mi sento ancora più vicina a questi ragazzi e agli operatori, veri angeli, che ogni giorno si prendono cura di loro con amore”. “Il Serafico è una cattedrale di accoglienza, dignità e reciproca generosità – ha aggiunto il primo cittadino di Assisi – che accompagna i ragazzi e le famiglie, grazie all’opera degli educatori, al senso autentico della gioia di vivere. La presenza a Expo, merito dell’intuizione della presidente Di Maolo, conferma che il Serafico è un modello di eccellenza italiana e internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica”. “Il progetto ci ha colpito molto – ha affermato Luigi Colombo di Italia Nostra onlus – considerando anche il nostro sugli orti urbani. Il giardino, infatti, può essere inteso come cura per l’uomo che attraverso il rapporto con la pianta riscopre la natura e il benessere che ne deriva”. Anche Stefano Moretti, svolgendo il workshop ha portato l’esempio di sua mamma “insegnante, che per qualche tempo si è occupata dei ragazzi con disabilità. L’opera del Serafico dimostra che anche questi ragazzi possono e devono diventare parte attiva nella società. E’ stato emozionante, grazie al percorso multisensoriale, capire come un disabile grave vive o vede il mondo”.
“Le buone pratiche del terzo settore dell’Umbria – ha sottolineato poi l’assessore Cecchini – come il giardino sensoriale del Serafico e gli orti urbani curati dall’Università di Perugia in collaborazione con le scuole agrarie, rappresentano un esempio virtuoso di esperienze naturali realmente a disposizione di tutti”. “L’agricoltura urbana rappresenta una risorsa – gli ha fatto eco Francesco Tei – non solo nel campo dell’alimentazione ma anche della riabilitazione e della cura”. “Grazie ai nostri operatori, chi ha esplorato il nostro giardino sensoriale – ha concluso la presidente Di Maolo – ha colto l’essenza dell’amore concreto. Doppio senso è stato studiato per sensibilizzare il grande pubblico sull’importanza dei cinque sensi e sulle difficoltà che si riscontrano quando anche solo uno di questi viene inibito, facendo precipitare in una situazione di momentanea disabilità. Il messaggio del Serafico, nel rispetto della sua mission – il diritto di tutti a vivere una vita piena – è evidente: dai cinque sensi al senso della vita attraverso la natura. Il nostro sforzo è stato ripagato dalla presenza di tanti amici che ci sono stati accanto nella nostra partecipazione a Expo. Il percorso sensoriale Doppio Senso, infatti, è stata un’esperienza straordinaria, per comunicare non solo le nostre attività e le recenti evidenze scientifiche che sono alla base del nostro lavoro, ma anche la storia di Assisi e della nostra Regione, perché il Serafico è l’opera segno della città serafica e della regione Umbria. Ancora oggi porta avanti i valori francescani sui quali è stato fondato, l’anima e la professionalità delle tante persone che ci lavorano e che ci hanno lavorato. Un cammino lungo 144 anni al servizio dei più fragili e al servizio della vita”.

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