Il Serafico di Assisi primo polo di apprendimento in Umbria per DSA

L SERAFICO DI ASSISI PRIMO POLO DI APPRENDIMENTO IN UMBRIA PER DSA

Il Serafico di Assisi è il primo Polo di Apprendimento per i Dsa – i disturbi specifici dell’apprendimento – in Umbria. Ad annunciarlo è Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto, che da 145 anni si prende cura della fragilità emergenti e delle disabilità gravi e gravissime, già riconosciuto dalla Regione Umbria in qualità di Centro per la valutazione, la diagnosi, la riabilitazione e la certificazione dei Dsa.

In occasione del prestigioso riconoscimento, la Professoressa Daniela Lucangeli, giovedì 14 maggio alle ore 15 presso il Centro Congressi Hotel Cenacolo di Assisi (Viale Patrono d’Italia, 70), terrà una lectio magistralis dal titolo “L’apprendimento difficile”.

Il leitmotiv del simposio, alla luce dei recenti studi neuroscientifici, mira a scardinare quel ‘falso storico’ che per anni ha associato l’errore – commesso dai bambini che faticano ad apprendere e che hanno bisogno di aiuto – a una ‘colpa’(della famiglia, della scuola, del bambino stesso). L’errore non è un sintomo e non è una colpa: l’errore è una fase dell’intelligere umano e il suo significato, rispetto al passato, è cambiato completamente. Da ‘colpa’, o ‘sintomo’, oggi rappresenta la chiave di volta per comprendere le diverse fasi del percorso cognitivo. Attraverso l’errore, infatti, è possibile risalire al percorso di apprendimento del bambino, capire il punto esatto in cui si sono interrotti, sovrapposti o intrecciati i ‘fili’ e realizzare un adeguato percorso riabilitativo e compensativo capace di fornire strategie e strumenti compensativi.

Daniela Lucangeli, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova, oltre ad essere presidente nazionale del Cnis – Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la ricerca sulle situazioni di Handicap – collabora con il Ministero dell’Istruzione sul progetto che andrà a stilare le linee guida sui DSA.

Il convegno, promosso e realizzato dall’Istituto Serafico di Assisi – Ente riconosciuto dalla Regione Umbria in qualità di Centro per la valutazione, la diagnosi, la certificazione e la riabilitazione dei DSA – è patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria.

INTERVERRANNO:
Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi;
Sandro Elisei, Direttore sanitario del Serafico di Assisi;
Domenico Petruzzo, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria.
MODERA: Sabrina Boarelli, Ispettore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria.

FOCUS POLO DI APPRENDIMENTO:
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo in evidenza come, attraverso l’intervento precoce nelle diverse “fatiche” dello sviluppo, sia possibile ottenere l’ottimizzazione dei processi anche nelle situazioni di eventuale disabilità (linguaggio, apprendimento, sviluppo cognitivo etc.). Le azioni di prevenzione vanno intese come azioni di cambiamento sinergico tra tutti i soggetti: famiglia, scuola, operatori. Scopo del Polo di Apprendimento è dunque quello di promuovere competenze distribuite di strategie di aiuto ai più piccoli. Vi Operano specialisti continuamente aggiornati e monitorati dai Direttori Scientifici e da Ricercatori esperti. In questo modo ciascun Centro garantisce di offrire sempre il servizio più competente nell’aiuto alle difficoltà della crescita, non solo relativo all’analisi dei profili cognitivi e all’eventuale diagnosi, ma anche nell’utilizzo delle migliori strategie di aiuto per il massimo di plasticità cerebrale e per il potenziamento delle risorse individuali.
Il Polo di Apprendimento nasce dall’esperienza pluriennale del Centro Regionale di Ricerca e Servizi educativi per le Difficoltà di Apprendimento dell’Università degli Studi di Padova, in convenzione con la Fondazione Opera Edimar, dopo anni di attività e di rigorosi controlli scientifici. I dati lo dimostrano: attraverso l’educazione si può ottenere il meglio di “plasticità cerebrale” da un bambino, a condizione che vi siano: rigorose e validate scientificamente, metodologie di intervento; competenza dei ricercatori; l’impiego di esperti competenti nelle aree di intervento: aiutare un bambino nel calcolo matematico è diverso dal potenziare il suo metodo di studio o aiutarlo nella comprensione di un testo o nella lettura veloce. E’ stato riscontrato, infatti, che il rapporto tra il bambino e l’educatore esperto favorisce il potenziamento delle capacità cognitive, modifica le capacità di comunicazione con l’adulto, riduce l’impotenza appresa ed aumenta la motivazione a farcela.

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