Ipocrisia e menzogne non portano da nessuna parte

da Riino Freddii
ASSISI – In politica tentare di cambiare le carte in tavola è un gioco che molti praticano con naturalezza, specialmente in periodi come questo in cui la confusione regna sovrana, il rispetto per l’avversario è considerato un segno di debolezza, i partiti hanno perso il loro ruolo ed ognuno si sente autorizzato ad esprimere i propri personalissimi giudizi a nome dell’intera comunità. Ma a tutto c’è un limite.

Predicare il ricongiungimento di tutte le forze di centrodestra e allo stesso tempo non perdere occasione per attaccare il sindaco Ricci (da venti anni esponente di spicco del centrodestra umbro), con parole che vanno ben al di là dei confini della civile dialettica politica, oltre ad essere un lampante esempio di ipocrisia, la dice lunga sulla sincerità e volontà di coloro che si pongono come i paladini della pacificazione interna.

Tutti sanno che, all’indomani della spaccatura del Popolo della Libertà, noi eletti in quella lista non abbiamo aderito né a Forza Italia né al Nuovo Centrodestra rimanendo neutrali per non dividere il nostro gruppo (5 consiglieri e 3 assessori) e con il proposito e l’impegno di ricucire, almeno localmente, lo strappo deciso a livello nazionale.

Tutto è precipitato quando con un’operazione a dir poco “fuori luogo e strana” i vertici regionali di Forza Italia hanno nominato coordinatore comunale un esponente dell’opposizione, da sempre ostile ai partiti guidati da Berlusconi e acerrimo nemico personale del sindaco Ricci, costringendoci di fatto a confluire tutti (ad eccezione di un consigliere, poi passato, come da copione, agli ordini del neocoordinatore) nel gruppo misto con la denominazione “Per Assisi Popolare”.

Leggere ora che chi per opportunismo non ha perso un istante per abbandonare la maggioranza e aderire al nuovo partito si permette di dare le pagelle a coloro che con coerenza e lealtà sostengono il sindaco Ricci (indicato come esempio di ottimo amministratore anche dai colleghi di diverso colore politico) portando avanti il mandato ricevuto dagli elettori è davvero troppo anche per chi ha fatto della tolleranza e del confronto valori su cui basare la propria azione politica. La vicenda consumata in Assisi è poco chiara e ci vorrà del tempo per capire cosa c’è dietro a questa operazione suicida di Forza Italia. Nonostante ciò credo che tutti abbiano ben presente chi non si è fatto scrupolo di lasciare i colleghi pur di occupare uno spazio (forse) sicuro alle prossime amministrative e chi, per accaparrarsi il logo di Forza Italia da usare contro il sindaco e la sua maggioranza, non ha esitato a rimangiarsi 20 anni della propria storia politica arrivando persino a riverire gli stessi dirigenti “perugini” (ora suoi complici?) che ha sempre pesantemente criticato.

Come allo stesso tempo sono certo che i cittadini sapranno distinguere chi cerca di seminare zizzania, diffondendo notizie false e tendenziose con il solo scopo di dividere, da chi invece responsabilmente intende portare a termine la consigliatura anteponendo il bene comune al proprio tornaconto. Del resto che quella in atto sia un’operazione non limpida lo stanno a dimostrare anche la ricerca da parte degli ideatori di un improbabile alibi (tardivo ed inutile) e sopratutto il fatto che, nonostante l’annuncio a mezzo stampa, né il neo coordinatore né i suoi “valletti” hanno finora formalizzato in Consiglio Comunale l’appartenenza a Forza Italia.

Forse hanno già cambiato idea? Vedremo.

Rino Freddii
Capogruppo Per Assisi Popolare
Consiglio Comunale Assisi

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