La Giornata della Vita Consacrata a Santa Maria degli Angeli

Circa 400 religiose e religiosi, tra cui una cinquantina di presbiteri, si sono ritrovati questo pomeriggio nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli per celebrare e festeggiare insieme la giornata della Vita Consacrata.

Quello odierno è stato, dopo l’inaugurazione dello scorso 11 dicembre, il secondo momento vissuto a livello diocesano tra le iniziative pensate in questo Anno per la Vita Consacrata: tratti di cammino fatto insieme dai religiosi provenienti da tutta la Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino insieme al loro Vescovo, S.E. Mons. Domenico Sorrentino. Un cammino che, se da un lato esprime la mutua appartenenza all’interno della multiforme comunità ecclesiale, dall’altro prende forma dall’evento sinodale che, per se stesso, invita a “camminare insieme”.

Come da programma, i religiosi hanno potuto godere del dono prezioso chiesto da Francesco d’Assisi proprio alla Porziuncola: il dono che dalla Porziuncola si estende, il 2 agosto, a tutto il mondo; il dono su cui fonda ogni vocazione cristiana prima ancora che consacrata; il dono su cui, solo, si può costruire una pace che sia vera e duratura: pace tra Dio e l’uomo, pace dell’uomo con se stesso, pace degli uomini tra loro. È il dono del Perdono (di Assisi, o Indulgenza della Porziuncola) che si è celebrato all’interno di una Liturgia penitenziale guidata da p. Alessio Maglione (TOR), a cui è seguita la confessione individuale – con i tanti sacerdoti disponibili aggiunti ai confessori abituali della Basilica – e la successiva possibilità di lucrare l’Indulgenza plenaria.

P. Alessio, impostando la riflessione sulla lettera inviata da Papa Francesco ai Consacrati ed in particolare sulle attese della Chiesa e le disattese degli stessi Consacrati, ha proposto 7 punti di verifica molto utili in preparazione al sacramento della Riconciliazione:

  1. guardare il passato con gratitudine
  2. vivere il presente con passione
  3. abbracciare il futuro con speranza
  4. vivere la gioia
  5. svegliare il mondo
  6. esperti di comunione
  7. andate in tutto il mondo

Alle ore 18 è iniziata la celebrazione eucaristica (vero momento di eucarestia: ringraziamento per il dono del Perdono, della vita e della vita consacrata) con il rito della benedizione delle candele, segno di Cristo luce che illumina ogni uomo, per poi spostarsi in processione, attraversando la Porziuncola, all’altare papale.

S.E. Mons. Domenico Sorrentino, che ha presieduto la santa messa, durante l’omelia (riportata integralmente insieme alla riflessione di p. Alessio nel video che segue) ha sottolineato alcuni tratti essenziali di ogni cristiano e che in un consacrato devono potersi vedere con maggior chiarezza tanto da essere profezia a favore dell’unica Chiesa: essere riflesso della Luce che è Cristo e di cui ha bisogno ogni uomo, accogliere il mistero della croce e com-patire – come Maria – con Gesù, conservare un sentimento di stupore che è apertura al mistero di Dio che continua a parlare e ad agire in chi ha chiamato, conservare – pur nelle difficoltà – la gioia imperturbabile di Cristo per portarla ai fratelli che incontriamo, vivere e far scoprire la bellezza della fraternità, ed infine lo slancio della missione che fa la Chiesa.

Il Vescovo ha concluso ringraziando tutti i religiosi per l’impegno profuso nell’unica Chiesa secondo l’impronta dei propri Fondatori. Un invito che si è fatto augurio e preghiera perché si possa essere sempre più Chiesa insieme con la richiesta, per chi ha fatto una scelta radicale per Cristo, di essere in prima fila nell’annuncio con cui Papa Francesco chiede di svegliare il mondo.

Al termine della celebrazione c’è stata la preghiera per alcuni frati e suore che quest’anno festeggiano particolari anniversari di professione religiosa o dall’ordinazione sacerdotale. Ne ricordiamo solo alcuni che spiccano tra gli altri: fr Marino Bigaroni OFM (80° di professione), fr Pancrazio Gabbarelli OFM (70° di professione), abate Cipriano Carini e fr Augusto Drago OFM Conv (60° di professione). Tanti altri erano i festeggiati: per tutti loro un senso di gratitudine (a loro, per il servizio svolto, e al Signore, per averli donati alla Chiesa), di conforto e speranza (perché sono qui a dirci che la perseveranza è possibile) e di gioia (per la testimonianza che ancora danno).

Un saluto del Custode della Porziuncola, p. Rosario Gugliotta, ha chiuso il momento celebrativo che ha visto partecipi numerosi fedeli, uniti ai religiosi, e seguito anche in diretta streaming da centinaia di persone. La festa si è poi prolungata nel refettorio del Convento dove i religiosi, con l’occasione di una semplice agape, hanno potuto condividere momenti preziosi di fraternità.

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