La Sinistra per Assisi: “Noi ci siamo”

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La Sinistra per Assisi: “Noi ci siamo”
La crisi economica e sociale che interessa l’intero Paese non sta certamente risparmiando Assisi

Parte anche ad Assisi il progetto politico di Sinistra Italiana con l’adesione unanime del coordinamento comunale della Sinistra per Assisi. Già alcuni mesi fa, al momento della nascita di questa nostra nuova esperienza, avevamo ribadito che era assolutamente prioritario tenere insieme due obiettivi principali: un forte protagonismo sui principali temi cittadini e allo stesso tempo un contributo locale e regionale alla nascita e alla costruzione in Italia di un nuovo partito della Sinistra.

La crisi economica e sociale che interessa l’intero Paese non sta certamente risparmiando Assisi ma al contrario sta producendo anche in questo territorio allarmanti fenomeni di forte sofferenza individuale e collettiva. Anche quì il tema del lavoro è centrale: in tutti i settori produttivi, dalla piccola e media industria al mondo delle partite Iva, la questione di una ripresa reale della crescita e quindi dell’occupazione è il vero nodo da affrontare e risolvere. Aumentano nel frattempo nuove forme di povertà e disperazione impensabili fino a pochi anni fa. La politica dell’austerità e i continui tagli allo stato sociale stanno creando una situazione insostenibile per larga parte della popolazione.

Noi siamo uomini e donne che condividono le stesse preoccupazioni e stesse speranze della gram parte dei cittadini di Assisi e italiani. Siamo preoccupati per il futuro prossimo della nostra società, stretta tra la minaccia terroristica, la crescita impetuosa di risposte di stampo razzista, i venti di guerra, il perdurare di politiche di austerità che impoveriscono la società e la democrazia. Di fronte a tutto questo non possiamo restare con le mani in mano, dobbiamo coltivare la speranza di una svolta.

Noi crediamo che sia ancora possibile offrire all’Italia una possibilità di riscatto. Riscatto prima di tutto dall’indifferenza che relega nell’ombra le difficoltà in cui vivono milioni di persone: disoccupazione, povertà, precariato, discriminazioni e diseguaglianza sono, nei quasi 10 anni di crisi che abbiamo alle spalle, dilagati senza incontrare nessun reale tentativo di contrasto.

Il dibattito politico del paese appare completamente estraneo ai veri problemi che riguardano la nostra società.

Di fronte ad ogni diritto negato, gli ultimi governi hanno risposto spiegando la necessità di negarne ancora un altro, sostenendo che togliendo ancora un po’ di welfare si sarebbe favorita la crescita economica. La retorica delle riforme ha così giustificato ogni taglio, da quelli alla sanità che hanno diminuito il livello delle prestazioni essenziali ai cittadini fino a quelli al sociale che hanno abbandonato milioni di persone alla solitudine. In nome di questo riformismo vuoto e inconcludente si è prodotto il Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro, che ci ha riportato indietro trent’anni.

In nome di una crescita che arriva sempre il prossimo anno, abbiamo legittimato ogni violenza al nostro territorio, in barba a decenni di cultura giuridica nel campo della tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale.

Sotto il vessillo della velocità e della stabilità l’Italia ha fatto passi indietro e nessuno avanti nella costruzione di una società più giusta e includente, minando alle fondamenta persino la partecipazione dei cittadini alla vita politica, riducendo gli spazi di rappresentanza e producendo un clima di sfiducia che è servito solo ad ingrossare progressivamente le fila dell’astensionismo.

Si dice sui grandi giornali che tutto ciò è normale in una democrazia matura e moderna, ma a noi pare soltanto la triste fotografia di un paese invaso dalle ingiustizie.

Sentiamo forte una responsabilità: quella di non lasciare nulla di intentato. L’Italia appare un’anomalia negativa in un’Europa in cui fioriscono tra mille contraddizioni segnali di speranza, in cui l’ingiustizia delle politiche di austerity diventa non solo grido di denuncia ma anche l’occasione per lavorare insieme ad un progetto alternativo di società. Con la riconferma di Tsipras in Grecia, con la vittoria di Corbyn alle primarie
del Labour inglese, con l’affermazione delle sinistre in Portogallo e con i successi di Podemos in Spagna non si può più dire che quella che il Governo Renzi sta percorrendo è l’unica via possibile.

Un’alternativa è possibile: possiamo ritrovare valori e orizzonti, possiamo rimettere l’Europa sul cammino che fu suo dopo le due guerre mondiali, quello della pace, della solidarietà, della giustizia sociale.

Bisogna fare presto e bene, contemporaneamente. Anche in Italia ci sono una miriade di esperienze concrete, sociali e politiche, che dicono che governare da sinistra non solo si può, non solo produce risultati importanti, ma che è un compito alla nostra portata.

Le città e i territori, intesi come reticolato sociale ed economico, sono il terreno in cui riconnettere queste esperienze e farne nascere di nuove. Le istituzioni amministrative sono uno snodo fondamentale di governo dei processi, e quando sono prive di progettualità, quando si arenano nelle secche di una politica clientelare, o peggio nell’affannosa difesa di uno status-quo, nell’ubbidienza a ciò che viene da Roma, possono diventare un freno e un ostacolo.

C’è un nesso forte tra la necessità di dare un futuro diverso all’Italia e la sfida di provare a praticarlo qui ed ora dal basso, nel luogo in cui viviamo: vogliamo coglierlo, e scommettere su di esso. E’ con questo spirito che ci impegniamo a dare il nostro contributo alla nascita di un nuovo partito della sinistra, raccogliendo l’appello lanciato dal gruppo parlamentare di Sinistra Italiana.

Occorre una forza della sinistra italiana che abbia una prospettiva credibile, una cultura politica innovativa, popolare, di governo, che sia pienamente vissuta dalle persone in carne e ossa come una risposta alle proprie aspirazioni. Sappiamo quanto tutto ciò è complicato e che nessuna delle formazioni oggi esistenti è in grado di affrontare da sola le sfide che abbiamo di fronte. Non ne verremo mai a capo se ognuno resta chiuso nelle proprie stanze.

Apriamole quindi, e facciamolo avendo come stella polare la necessità di cambiare l’Italia e l’Europa, accettando la sfida intellettuale della ricerca in campo aperto, mettendo a disposizione il nostro tempo per promuovere luoghi d’incontro liberi e non irregimentati e infine lavorando corpo a corpo con la realtà, con il linguaggio del popolo che vogliamo riportare alla partecipazione e il pensiero profondo di cui un vero cambiamento non può fare a meno.

Cominciamo anche ad Assisi, aprendoci al contributo di quanti sono interessati a questo progetto. Cominciamo a lavorare insieme, consegnando al passato un’incomprensibile frantumazione in gruppi e partiti. Quando la politica torna ad essere impegno per il bene comune fioriscono le idee nuove: la prossima sarà la stagione in cui comincia il ‘Cambiamento’. Con questo spirito siamo a Roma il 19, 20 e 21 febbraio per ‘Cosmopolitica‘, una tre giorni dal motto ‘Si parte, per cambiare l’Italia’ organizzata al Palazzo dei congressi di Roma. Ci vediamo con lo scopo aggregare tanti pezzi di sinistra e aprire un processo costituente con l’obiettivo, entro l’anno, di arrivare al congresso fondativo di un’unica forza politica.

A tutti e tutte diciamo che saranno i benvenuti, che è venuto il tempo di uscire dalla solitudine e dall’individualismo e impegnarsi per una società migliore e più giusta. Non possiamo più aspettare:  noi anche ad Assisi ci siamo!

Comitato Promotore

La Sinistra per Assisi

Francesca Speziali,
Patrizia Lanfaloni,
Moreno Sdringola,
Piero Zampa,
Luigi Borrini,
Giovan Battista Frontera,
Alessandro Comi,
Giampiero Manini,
Francesco Di Lascia,
Marco Renzini.

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