Legge Regionale, riordino delle funzioni amministrative regionali di area vasta

da Antonio Lunghi
Nelle prossime settimane verrà posta all’approvazione del Consiglio Regionale una legge riguardante il riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di comuni e comunali proposta dall’Assessore Fabio Paparelli.

Scopo principale della legge è definire un percorso di riordino delle funzioni amministrative attribuite alle Provincie umbre e definire l’annoso problema delle funzioni svolte dalle ex Comunità Montane.

La legge di stabilità attuale ha stabilito che i trasferimenti dello Stato Centrale alle Provincie diminuiranno di un miliardo di euro nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi dal 2017 in avanti.

In soldoni, nella nostra Regione, occorre ricollocare circa 500 dipendenti delle Provincie e 160 dipendenti delle ex Comunità Montane.

In base alla legge 325/2013 che ne prevede il commissariamento, le Provincie andranno ad assumere la configurazione di enti di area vasta, di secondo livello, con funzioni non attribuibili ai comuni a cui, gli stessi, possono cedere la gestione delle proprie competenze.

Quindi la Provincia è un Ente di secondo livello dipendente dai Comuni e di conseguenza le Amministrazioni Comunali dovrebbero farsene carico.

Questo ragionamento che scarica sui Comuni le conseguenze amministrative di quanto deciso non è assolutamente esatto in quanto l’Istituzione Provincia è stata uno dei Pilastri della Gestione dello Sato Italiano con propri capitoli di spesa come lo sono: I Comuni, l’Amministrazione della giustizia, dell’Istruzione Pubblica,ecc.
Di conseguenza lo Stato in quanto tale se ne dovrebbe far carico.
Chiaramente il problema dell’esubero del personale esiste ed occorre trovare una soluzione ragionevole.
La Regione dell’Umbria intende riprendere le competenze relative alla gestione del territorio con il relativo personale comandato al momento che sono state trasferite le competenze. Domanda: il personale tecnico assunto successivamente dalle Provincie che fine farà?

Ai Comuni è richiesto di assumente almeno 100 unità. Sono stati inviati dei questionari per conoscere le possibili assunzioni che i singoli Comuni devono realizzare nel prossimo anno e presumibilmente l’obbiettivo sarà conseguito. Questo comunque significa che non ci saranno più concorsi pubblici nei prossimi anni ma occorrerà ricorrere alla mobilità per reperire nuovo personale.

II resto del personale forse sarà assorbito da altre Amministrazioni Statali, si parla spesso dei Tribunali, se saranno dotate delle necessarie coperture finanziarie.

Per le Comunità Montane si prevede di collocare il personale presso gli Ambiti Sociali oggi in essere.
Si tratta di una scelta assolutamente inaccettabile in quanto il personale degli Ambiti sociali oggi è formato da dipendenti pubblici in gran parte con mansioni non apicali ma al contempo molto preparati a svolgere le funzioni a loro assegnate mentre nelle Comunità Montane esistono molti dipendenti con mansioni apicali (dirigenti) preparati ma non nelle funzioni specifiche svolte negli Ambiti.
Inoltre occorre far riferimento ai territori su cui insistono gli Ambiti che sono altra cosa dalle ex Comunità Montane.
Ad esempio Il Monte Subasio con questa nuova divisione amministrativa dovrebbe far parte dell’Ambito Sociale di Perugia per quanto riguarda il territorio di Assisi e di quello di Foligno per quanto riguarda la restante parte.

E gli ENTI PARCO che fine faranno?

Le funzioni delle ex Comunità Montane devono essere conferite alla Provincia che ha la funzione di competenza di aria vasta sulla tutela dell’ambiente, dei corsi d’acqua e quindi anche delle funzioni inerenti il presidio del nostro territorio montano.

La Regione ha da poco approvato una legge sugli Enti di Bonifica che non sono stati sciolti per distribuire alcune presidenze. É stato un errore: le funzioni degli Enti di Bonifica dovevano essere date alle Provincie le quali hanno, anche nel nuovo status, la funzione di attuazione delle politiche di tutela del territorio.

II tema politico fondamentale è che il riordino della Pubblica Ammnistrazione deve essere fatto con raziocinio considerando che gli Enti esistenti svolgevano una funzione fondamentale di controllo e di tutela.

Eliminando gli Enti non è che si eliminano i problemi per cui questi Enti sono stati creati.

I disastri ambientali anche nella nostra cara Umbria avvenuti in questi ultimi anni ne sono una triste testimonianza.

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