L’energia travolgente della Compagnia delle lavandaie della Tuscia alla Maggiolata di Assisi

Foto di Carlo Ranocchia

Assisi ha accolto con una splendida giornata di sole la Compagnia delle lavandaie della Tuscia che ha portato tutta la sua energia e il suo entusiasmo nella suggestiva Maggiolata 2015, la manifestazione inventata e organizzata da Carlo Angeletti, direttore artistico del Teatro degli Instabili.

La Maggiolata, giunta alla sua 14° edizione, è un appuntamento attesissimo e unico nel suo genere: una giornata di festa, una passeggiata musicale e gastronomica che dal pomeriggio a notte fonda passa attraverso vicoli, orti, giardini e chiostri di case private e conventi di Assisi, luoghi magici normalmente inaccessibili al pubblico.

L’oliveto ai piedi della Rocchicciola di Assisi e il lavatoio accanto all’Anfiteatro romano si sono rivelati un contesto ideale e “naturale” per condividere l’energia travolgente e contagiosa della Compagnia delle lavandaie della Tuscia.

Lo splendido lavatoio pubblico – ormai non più utilizzato, ma un tempo spazio di socialità e di lavoro per tante generazioni di donne – è tornato a vivere ed animarsi con le Lavate-cantate del gruppo di donne fondato e diretto da Simonetta Chiaretti come “compagnia instabile”, nell’ambito dei progetti del Club UNESCO Viterbo Tuscia.

Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Il contesto storico-sociale a cui si ispirano anche i costumi delle lavandaie, poveri ed essenziali, è quello di fine Ottocento/inizi del Novecento, documentato dalla pittura dei maestri del realismo e dalle prime fotografie, pur senza inutili compiacimenti e forzature filologiche.

Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena – come ribadisce ogni volta Simonetta Chiaretti nella sua presentazione – sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.

Le “Lavate-Cantate” – le originali esibizioni del gruppo – trovano nei lavatoi il loro scenario naturale in cui la gioia, l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia e lo scherzo, coinvolgono ogni volta il pubblico in una vera e propria festa dell’acqua.

Per l’esibizione ad Assisi – che è poi continuata per i luoghi simbolo della città di San Francesco, meta di turisti da tutto il mondo – la Compagnia delle lavandaie della Tuscia ha voluto aggiungere al proprio repertorio un nuovo canto (Alla Maggiolata), dedicato ad Assisi, alla manifestazione, e al suo patron Carlo Angeletti.

L’invito alla Maggiolata è un altro importante riconoscimento della validità del progetto della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, che, oltre ad essere stata inserita in Italy in a day di Gabriele Salvatores, è stata chiamata a partecipare, tra l’altro, al Jazz Up-Caffeina, all’ Umbria Folk Festival con una significativa presentazione presso l’Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex Discoteca di Stato), al I° Festival Italiano di Permacultura alla manifestazione ciclo-turistica La Carrareccia e al Grande Picnic in Vendemmia organizzato a Montecchio dall’Azienda vinicola Falesco di Riccardo Cotarella.

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