“Libertà” è il tema della Sagra Musicale Umbra, concerto anche ad Assisi

E’ la Libertà il tema conduttore della 69ª Sagra Musicale Umbra in programma da sabato 6 a domenica 14 settembre. Da quanto è nata, nel lontano 1937, la Sagra si è sempre contraddistinta per la sua ricercata programmazione musicale tesa soprattutto al vastissimo repertorio del sacro, declinato nelle sue forme più diverse, e alla valorizzazione dei capolavori dell’architettura e dell’arte della regione Umbria, intrisi di spiritualità e di storia. Gli undici concerti della Sagra tornano anche quest’anno nei tradizionali spazi di Perugia – la Chiesa templare di San Bevignate, la Cattedrale di San Lorenzo, lo storico Teatro Morlacchi e, per la prima volta, Piazza della Repubblica – e in alcuni fra i più suggestivi ed evocativi luoghi dell’Umbria: Montefalco, Castel Rigone, Torgiano, Gubbio, San Gemini e, in chiusura, sabato 13 settembre, la Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.

Anna Calabro, Presidente della Fondazione Perugia Musica Classica, nata nel 2003 e i cui soci fondatori sono il Comune di Perugia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e due istituzioni musicali di grande storia e tradizione – l’Associazione degli Amici della Musica fondata e condotta per oltre sessanta anni da Alba Buitoni e poi dal figlio Franco, dedita a stagioni concertistiche, e la Sagra Musicale Umbra, uno dei più antichi festival italiani – afferma: « La Sagra Musicale Umbra è con la sua storia entrata a far parte del patrimonio culturale di Perugia, unica tra le manifestazioni culturali ad avere un reale sviluppo regionale. Per realizzare questa edizione abbiamo dovuto fare grandi sacrifici: la situazione debitoria della gestione della Sagra precedente alla realizzazione della Fondazione Perugia Musica Classica, che le Istituzioni pubbliche non sono riuscite a sanare, ha prodotto un forte calo della disponibilità economica.La carenza di risorse ha comportato uno sforzo ancora maggiore da parte del Direttore Artistico, che ha dovuto sopperire con grande generosità di invenzione e fantasia creativa. Sarà il pubblico a giudicare, ma mi sento di assicurare che il programma, che presentiamo è degno di grande interesse per l’originalità della proposta e per la validità dell’offerta artistica».

«L’idea di dedicare la 69ª edizione della Sagra Musicale Umbra alla Libertà – spiega il Direttore artistico Alberto Batisti – nasce da due precise suggestioni. La prima proviene dal Pater noster, il testo scelto da S. Em. il cardinal Ravasi per la II edizione del Concorso di composizione sacra intitolato a Francesco Siciliani; il concerto finale di premiazione in programma sabato 13 settembre è uno degli appuntamenti di maggior significato all’interno del Festival. Le ultime parole della preghiera recitano “Libera nos a malo” e la liberazione dal male che affligge l’umanità è attesa universale che supera ogni confine di confessione religiosa e di orientamento politico, particolarmente per le nostre generazioni, figlie degli orrori totalitari del secolo appena scaduto. La seconda suggestione deriva da un anniversario dell’evento che forse incarna l’ultimo capitolo di quell’eredità sinistra, i venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino, quando un formidabile vento di libertà spazzò via dall’Europa gli ultimi tiranni. La musica ha lasciato testimonianze altissime di questa aspirazione costante alla libertà, sia in senso religioso che nella copiosa mèsse di lavori scaturiti dall’impegno civile dei compositori. Ripercorrere questo itinerario significa anche sprofondare nella cognizione del dolore ma al tempo stesso alimentarsi della speranza in un mondo migliore, liberato dal male».

Straordinaria apertura della Sagra in Piazza della Repubblica quest’anno, sabato 6 settembre alle ore 17, con l’Ensemble di fiati del Conservatorio Morlacchi di Perugia e il Coro La Stagione Armonica diretti da Claudio Paradiso, con canti e musiche della Rivoluzione francese di Cherubini, Gossec e loro contemporanei, per un inno alla libertà: «Liberté, liberté, cherie…..», mentre alla sera alle ore 20.30 al Teatro Morlacchi la libertà cambia dimensione con l’esecuzione (in forma di concerto con sopratitoli in italiano), del Ratto dal serraglio di Mozart eseguito da un grande specialista, René Jacobs, alla guida della celebre Akademie für Alte Musik Berlin e della Stagione Armonica con solisti di assoluto rilievo.

Un pomeriggio di rarità quello in programma nel tardo pomeriggio di domenica 7 settembre alle 18, al Museo di San Francesco di Montefalco. «La libertà porta sempre con sé l’immagine antitetica dell’oppressione e della tirannide – spiega Alberto Batisti – e per questo abbiamo chiesto al Coro del Maggio Musicale Fiorentino di preparare per la Sagra un pezzo violento e sconvolgente di Darius Milhaud, a quarant’anni dalla scomparsa del grande musicista provenzale. È La mort d’un tyran, composta su un antico testo di Elio Lampridio raccolto nella Historia Augusta, dove si narra la morte di Commodo. La traduzione francese è, tout se tient, di Denis Diderot. Le preghiere di Maria Stuarda, di Boezio e del Savonarola prima dell’esecuzione capitale formano il trittico immortale dei Canti di prigionia che Luigi Dallapiccola compose durante la Seconda Guerra Mondiale. Agli anni immediatamente successivi al Primo conflitto mondiale, del quale ricorrono quest’anno i cento anni del fatidico scoppio, risale invece l’ispirato e intimo Requiem di Ildebrando Pizzetti. In questo programma severo e carico di storia, si è voluto poi inserire una perla rara, affidata alla finezza pianistica di Marco Scolastra. È La mort de Marie Antoinette, musica a programma di Jan Ladislav Dussek sulle ultime ore di Maria Antonietta, vista non come l’odiata austriaca delle proverbiali brioches ma piuttosto come una martire degli orrori giacobini, con tanto di apoteosi finale».

Del tutto spirituale, la libertà offerta dalla dimensione della fede, è l’appuntamento successivo di lunedì 8 settembre alle ore 21 nella Chiesa della Santa Croce di Torgiano, ove Sergio Balestracci alla guida della Stagione Armonica esegue alcuni esempi della Musica sacra in Inghilterra tra Elisabetta I e Giacomo I Stuart – In Festo Corporis Christi, con la Messa a quattro voci e alcuni Mottetti di William Byrd, che in tempi di forte intolleranza religiosa seppe fare della sua fede cattolica vissuta clandestinamente un baluardo della libertà e dell’arte.

Tutto mozartiano il concerto al Santuario della Madonna dei Miracoli di Castel Rigone martedì 9 settembre alle ore 21: la voce del mezzosoprano Kremena Dilcheva accompagnata dall’Orchestra da Camera di Perugia, dopo l’iniziale Sinfonia de La Betulia liberata, esegue dal medesimo oratorio due arie di Giuditta, «Parto inerme e non pavento» e «Prigionier che fa ritorno», l’aria Kommet her, ihr frechen Sünder K. 143/317b, chiudendo la serata con la Sinfonia in sol minore K. 183.

Il concetto di libertà, considerato in controluce proprio dal versante di chi osteggia questo principio di civiltà, sarà oggetto nello stesso pomeriggio di martedì 9 alle ore 17 presso la Fondazione Marini Clarelli Santi di Perugia, di una stimolante riflessione da parte dello storico e noto editorialista Ernesto Galli della Loggia, in una conferenza dal titolo «Chi e perché è contro la libertà».

Dedicato alla Musica tradizionale turca del XVIII secolo è, invece, il concerto in programma nella templare Chiesa di San Bevignate mercoledì 10 settembre alle ore 21 con l’Ensemble Şelale e i suoi tipici strumenti.

Si torna nuovamente all’Europa con l’Orchestra da Camera di Perugia, questa volta diretta dal violinista Guido Rimonda, presente anche come solista, per un’altra serata di grandi rarità in programma giovedì 11 settembre al Teatro Comunale di Gubbio alle ore 21: spicca, infatti, la prima esecuzione in tempi moderni, de La Granduchessa di Parma, op. postuma di Paganini, cui segue l’esecuzione delle più celebri Streghe op. 8, insieme a tre opere di Viotti: la sua Meditazione per violino e archi, il Concerto n. 24 in si minore per violino e orchestra e il Tema e variazioni «la Marseillaise», che divenne poi il grande inno nazionale francese e, a conclusione, il Rondò elegante op. 9 di Wieniawski.

Torna alla Sagra Umbra il direttore svedese Gary Graden con il suo St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma per un duplice appuntamento: venerdì 12 settembre all’Abbazia di San Nicolò di San Gemini alle ore 21 per un articolato programma di composizioni corali del XX e XXI secolo. «Credo sia proprio qui che il nostro itinerario verso la libertà troverà – confessa Batisti – quello che forse è il suo vertice emotivo. Gary Graden e il suo meraviglioso Coro daranno vita alla toccante musica di Poulenc sui versi di Paul Eluard, scritti in una Francia calpestata dal terrore nazista. L’ultimo pezzo della cantata Figure humaine è infatti composto su una delle più intense testimonianze di civiltà scaturite negli orrori del secolo breve: Liberté».

Sabato 13 settembre alle ore 21 i medesimi interpreti, insieme a Markus Wargh all’organo, chiuderanno la Sagra Umbra nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi con il Concerto finale e premiazione del Concorso Internazionale di composizione sacra «Francesco Siciliani». «Non è certamente privo di significato – aggiunge Batisti – che la Sagra Musicale Umbra abbia voluto destinare il concerto di premiazione alla Basilica Superiore di San Francesco in Assisi, il cui eccelso valore di luogo dello Spirito ha ricevuto in questi tempi nuovo formidabile vigore da un Pontefice che ha voluto assumere il nome dello sposo di Madonna Povertà».

Verranno, infatti, eseguite le tre partiture finaliste, sul testo del Pater Noster, eseguite insieme a una Toccata for Madiba (1997), dedicata a Nelson Mandela di Surendran Reddy e, tra gli altri brani in programma, le intonazioni del Padre nostro, volgarizzato da Dante di Verdi e quello di Stravinskij, oltre alla riproposizione del Credo di Giovanni Bonato, la composizione vincitrice del Premio «F. Siciliani» 2012.

A proposito del Concorso, sono ben 146 le partiture arrivate da tutto il mondo per partecipare alla seconda edizione del Concorso “Francesco Siciliani” – 115 dall’Europa, 14 dalle Americhe, quattro in rappresentanza dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania – un’iniziativa sposata con entusiasmo dal cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e dalla Fondazione Perugia Musica Classica, per arricchire il patrimonio musicale della liturgia con un contributo contemporaneo e di grande respiro.

«Il Concorso di Musica Sacra – precisa il cardinale Ravasi – intende perseguire l’incontro tra musica contemporanea, con la sua nuova grammatica, e il sacro, che ha canoni, testi e temi propri, dunque promuovere questa sinergia. Se per la prima edizione avevo suggerito come testo il Simbolo degli Apostoli, per la seconda edizione i musicisti si confronteranno sul Pater Noster». Lo stesso Cardinale sarà presente sabato 13 settembre alle ore 17 presso l’Università per Stranieri di Perugia per tenere una Lectio Magistralis sul tema «Libera nos a malo – La libertà», mentre la sera consegnerà ad Assisi il premio al vincitore del Concorso.

La Giuria internazionale, presieduta da Ennio Morricone, è formata da Gary Graden, direttore del Coro della Cattedrale di Stoccolma e del St. Jacob’s Chamber Choir, Vincenzo De Gregorio, Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Filippo Maria Bressan, direttore d’orchestra e di coro, Alberto Batisti, direttore artistico della Fondazione Perugia Musica Classica – Sagra Musicale Umbra e vede come Segretario artistico Marcello Filotei, compositore e critico musicale.

Domenica 14 settembre alle 11.30 nella Cattedrale di San Lorenzo di Perugia il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo della città, presiederà una solenne concelebrazione eucaristica che sarà accompagnata dalla Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco di Assisi diretta da Padre Giuseppe Magrino OFM.

La Giuria internazionale, presieduta da Ennio Morricone, è formata da Gary Graden, direttore del Coro della Cattedrale di Stoccolma e del St. Jacob’s Chamber Choir, Vincenzo De Gregorio, Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Filippo Maria Bressan, direttore d’orchestra e di coro, Alberto Batisti, direttore artistico della Fondazione Perugia Musica Classica – Sagra Musicale Umbra e vede come Segretario artistico Marcello Filotei, compositore e critico musicale.

Completano il cartellone della Sagra Musicale Umbra i due Concerti della «Musica della Speranza», appuntamento ormai entrato nella tradizione di un Festival che ha scelto di creare da tempo, in ogni sua edizione, uno spazio in cui il valore universale della musica possa intrecciarsi con quello altrettanto universale della solidarietà verso chi vive situazioni socialmente dolorose. Entrambi i concerti saranno eseguiti dal quartetto di sax composto da Manuele Morbidini, Pasquale Laino, Rossano Emili e Pedro Spallati: alle ore 16, giovedì 11 settembre al Complesso penitenziario di Capanne di Perugia e mercoledi 10 settembre al Sodalizio di San Martino.

 

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*