Medicina ospedale Assisi, da 27 a 14 posti letto, Bartolini: “Sorprese non finiscono mai”

Ospedale Assisi, dichiarazione Federico Masciolini, Segretario comunale PD
Ospedale Assisi, dichiarazione Federico Masciolini, Segretario comunale PD

da Giorgio Bartolini Emidio Fioroni Simonetta Maccabei Leonardo Paoletti
Dalle deliberazioni dell’estate 2014 del Direttore Generale dott. Legato e della Giunta Regionale sul piano di riorganizzazione dell’ospedale di Assisi che ha visto, in primo luogo, la soppressione del punto nascita, unico esempio nel panorama sanitario del perugino, scopriamo purtroppo che le sorprese non sono finite. Cercando di camuffare la riqualificazione del nostro nosocomio con una prospettata sinergia tra i Servizi del territorio e l’Azienda dell’Alta Specialità, di fatto, vengono gettate le basi per un definitivo declassamento e la non lontana chiusura dell’Ospedale di Assisi. Si sta esattamente ripetendo quanto già avvenuto per il reparto di ostetricia-ginecologia relativo al punto nascita. Supinamente sette anni fa il sindaco Ricci acconsentì il trasferimento del primario senza provvedere all’immediata sostituzione, così da rendere naturale la migrazione delle gestanti verso strutture presidiate, con conseguente drastico calo dei parti e pronta giustificazione per la chiusura.

Come in quel caso, il problema del rispetto delle linee guida nazionali è risultato reale, ma confezionato ad arte come un vestito di alta classe e nel tempo pianificato, a danno del nostro Ospedale ed a beneficio di altri territori, politicamente più garantiti. Poiché, come anticipato, la storia rischia di ripetersi, è opportuno brevemente ricordare e soprattutto sollecitare chi ha a cuore le sorti di Assisi ad alzare il livello di guardia.

Il reparto di Medicina Generale ha 27 posti letto. Nonostante le crescenti difficoltà legate agli organici, ha puntualmente dato risposte alle esigenze della popolazione, sempre più anziana e affetta da patologie croniche. A seguito delle più recenti determinazioni, solo impropriamente definite come “riqualificazione”, saranno a disposizione solo 14 posti letto. Inevitabile conseguenza sarà l’impossibilità di dare risposte tempestive ed efficaci ad un’utenza numericamente crescente.

I residenti nel più vasto territorio di riferimento del nostro Ospedale, a partire dai cittadini di Assisi, debbono essere ben informati che, tranne se cardiopatici, in presenza di altre patologie come febbre, polmonite o bronchite, difficilmente troveranno posto nella Medicina di Assisi. Non potranno nemmeno rivolgersi a Perugia o Foligno, dedicate all’Alta Specialità. Dovranno usufruire degli ospedali di Pantalla, Branca o Città di Castello, essendo i presidi di riferimento della USL1. Evidenti anche le ripercussioni in termini sociali per le famiglie, oggi già provate da mille problemi di ordine economico.

Oltre a dover convivere con il dolore, se vorranno garantire assistenza e conforto ai propri cari, saranno sottoposti all’ulteriore disagio della distanza tra la propria residenza ed il luogo di erogazione di un servizio primario per la persona. A questo depauperamento, celato negli atti ma annunciato nei fatti, non potranno sopperire né l’RSA (Residenza Sanitaria Assistita), gestita prevalentemente da personale infermieristico, né l’istituzione di un’area scompenso con 6 posti letto. Quest’ultima nulla aggiungerà a quanto già ordinariamente garantito dall’equipe di Medicina Generale guidata dal dott. Paolo Verdecchia, primario di acclarata eccellenza in campo scientifico-cardiologico. Il Sindaco e gli amministratori di maggioranza erano a conoscenza di questo disegno? Lo hanno, con il loro silenzio e la loro latitanza, avallato? Perché la città non è stata investita del problema? Perché i cittadini non hanno potuto rappresentare democraticamente le proprie istanze? Infine, appare evidente che queste azioni non producono alcuna economia per le finanze pubbliche. Alla certezza si unisce il dubbio che il disegno sia meramente funzionale ad altri territori, con l’aggravante che i primari del nostro ospedale possano scegliere altre strade. Poco importa a Sindaco e Amministratori se tutto ciò avviene a danno dell’Ospedale di Assisi e dei nostri cittadini.

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