Morini (Realtà Popolare): “Il Lavoro ridona la dignità, ma un compenso dignitoso gratifica”

Elezioni Assisi, Morini: «Precisazione doverosa»

Morini (Realtà Popolare): “Il Lavoro ridona la dignità, ma un compenso dignitoso gratifica”
Una città non solo meta religiosa durante l’anno, anzi attrazione per ogni categoria sociale

da Francesco Morini (Coordinatore comunale e candidato Sindaco per “Realtà popolare” Assisi) – Il problema lavoro mi sta troppo a cuore vista la persistente crisi occupazionale degli ultimi anni e attraversata da molti: anche l’esperienza personale insegna e credo dia il giusto ridimensionamento di una questione che da una vera dignità a una persona.

Parte da molto lontano e ovviamente credo influenzi molto le scelte del ragazzo che intraprende un percorso formativo/scolastico e le stesse famiglie che consigliano alla scelta pur dando libero arbitrio il ragazzo e futuro uomo da avviare alla carriera del welfare.

Non credo sia tutto legato alla meritocrazia scolastica: ma piuttosto alle capacità e tenacia di ogni singolo che credendo nelle sue capacità possa capire da principio nel triennio finale delle scuole superiori dove poter arrivare e se magari con voglia alla fine del percorso poter giungere a un ulteriore percorso di laurea. Ma se dal triennio si capisce che magari la laurea possa essere troppo faticosa da intraprendere, anche in termini economici, per molte famiglie, anzi per molte addirittura ci possa essere pure un aiuto economico per sopperire alle mancanze del momento.

Credo che si possa arrivare a una concertazione in cui per molti sia indispensabile un percorso formativo anche minimamente retribuito e in cui possa formare i futuri diplomati già al mondo del lavoro inserendoli sulla base di una programmazione di un biennio.

Ho pensato che a noi studenti degli anni ottanta ma anche degli anni precedenti o antecedenti: siano mancate strutture adeguate e formative. Cosa che noto non manchino ora: ma sempre minimali e mal distribuite in un contesto scuola che ha bisogno di una più ampia organizzazione. Credo a percorsi già teorici dalla terza classe (di ogni Istituto Tecnico ma anche un liceo sperimentale possa studiare eventuali percorsi).

Che però dalla quarta classe possa iniziare ad una pratica tecnica da ufficio sperimentale che dalla quinta terminare con un vero e proprio stage aziendale. Normale che in tutto questo percorso possa essere intrapreso un discorso di retribuzione a scaglioni dall’inizio del triennio che possa gratificare lo studente e soprattutto pesare sempre meno sull’economia famigliare.

Credo che queste retribuzioni possano gravare sulle casse Comunali (adoprando opportune Borse di studio annuali), trovando soldi da sponsor tecnici da aziende che intendono investire sul territorio in potenzialità di ogni genere (turismo, ambientali, ristorative/alberghiere e tecniche di ogni genere): sgravandole di contributi per il biennio investito, e trovando soldi da eventuali finanziamenti Europei ma che abbiano sempre lo scopo di finanziare l’intera collettività in opere anche infrastrutturali a largo respiro e comunque con un buon margine di programmazione.

Basti pensare alla Piscina Comunale ormai da anni chiusa in un cantiere del niente e manipolata da affaristici giochi di potere che tendono ad arraffare soddisfando il singolo e non una comunità intera. Basti pensare alla mancanza di asili nido comunali e solo in mano a gestione private o magari rientrando nel campo dello svago e del divertimento: una Multisala cinematografica ancora bloccata da chissà quale meccanismo di potere.

Realtà popolare non vuole manipolazioni incentrate a poteri strani che blocchino una cittadina Assisi che non deve essere vincolata come provincia ma deve essere da traino alla stessa Perugia emarginandola e concentrando le attenzioni come merita non solo per capitale religiosa mondiale della Pace perché meta del Santo poverello per eccellenza.

Io stesso vedo un Assisi rivalutata sul fronte sportivo (la Piscina potrebbe concentrare la formazione di associazioni sportive di Nuoto e Pallanuoto), sul fronte cinematografico (un Multicinema potrebbe vedere organizzazioni di Festival del Cinema Religioso), e sul fronte culturale con eventi e presentazione di ogni genere artistico e libraio durante tutto l’arco dell’anno.

Pensate cari concittadini una città non solo meta religiosa durante l’anno anzi attrazione per ogni categoria sociale e magari con eventi per tutti i gusti e tutti i palati anche più soft. Questa è l’Assisi che vedo nella multi culturalità abbellendola di una spettacolarità come merita: e mi perdonassero i tanti religiosi e religiose che abitano questa terra Santa. In questa spettacolarità ci potrebbe essere anche una sorta di cantico dei giorni nostri di San Francesco per convertire anche il più lontano dei miscredenti e lontani da quel luogo chiamato Chiesa.

Morini

 

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