Con il Cuore

Morto Don Giuseppe Biselli, il ricordo di Alessandro Cianetti

Cianetti: "Ho provato dolore quando mi è giunta la notizia"

Morte Don Giuseppe Biselli, il ricordo di Alessandro Cianetti

Morte Don Giuseppe Biselli, il ricordo di Alessandro Cianetti

Di Alessandro Cianetti
Ho provato dolore quando mi è giunta la notizia della dipartita di Don Giuseppe Biselli che ho avuto modo di conoscere e di apprezzarne doti non comuni di uomo e di sacerdote. Amo pensare a Don Giuseppe come ad un prete che ha saputo raccogliere l’invito di Gesù a dedicare la sua vita al suo fedele servizio. Amava la musica e ha diretto fin da giovanissimo prete il coro del Seminario diocesano e diocesano e poi di quello delle ragazze e dei ragazzi della sua Parrocchia di Santo Stefano. Più avanti con l’età ha diretto il prestigioso coro della Cattedrale di San Rufino meritando apprezzamenti provenienti da più parti d’Italia e del mondo.

Non è questo l’elogio di Don Giuseppe, delle diversità della persona di un prete da un altro, che pure non mancano e giustamente, ma è la conferma di una figura comune di prete “intagliata tutta nella sostanza viva del sacerdozio cattolico” e del prete diocesano, “quella che, appunto perché figura di sostanza, non è mai giù di moda, non perde mordente, non invecchia, anzi previene i tempi, perché di tutti i tempi” (G. B. MONTINI, Discorso al clero sul Santo Curato d’Ars, 18 novembre 1959).

È questa la figura di servizio pastorale che in questo tempo si dovrebbe rimeditare. Don Giuseppe ha interpretato fedelmente la grandezza del sacerdozio ministeriale con responsabilità verso Dio e verso le persone e la comunità a lui affidata, fino alla fine ,fino all’ultimo respiro.

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