Mozione omofobica Assisi, Omphalos chiede incontro con Marini e Bracalente

Dopo l’approvazione ad Assisi della mozione marcatamente omofobica per l’istituzione della festa della “Famiglia Naturale” e dopo la totale chiusura del Sindaco di Assisi Claudio Ricci a qualsiasi ipotesi di discussione e confronto sulla questione, Omphalos Arcigay Arcilesbica ha richiesto un incontro urgente alla Presidente della Regione, Catiuscia Marini, e al Presidente della Fondazione Perugiassisi 2019, Prof. Bruno Bracalente.

«Siamo decisi ad andare fino in fondo – commenta Emidio Albertini, Co-Presidente di Omphalos Arcigay Arcilesbica – contro una mozione e una festa vergognosa, che distingue tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali. Con questa mozione la città di Assisi non solo torna al medioevo dei diritti, ma si colloca esplicitamente fuori dai valori contenuti nello Statuto della Regione Umbria e nei principi europei che muovono la candidatura di Capitale Europea della Cultura.»

La mozione, che chiede il riconoscimento della sola famiglia formata da un padre maschio e una madre femmina, ignorando e declassando quella che è la realtà delle tantissime famiglie formate da un solo genitore o da due genitori dello stesso sesso, è in aperto contrasto con l’articolo 9 dello Statuto dell’Umbria, dove la Regione si impegna a tutelare tutte le diverse forme di famiglia, e con l’articolo 5, dove si dichiara che “La Regione concorre a rimuovere le discriminazioni fondate in particolare […] sull’orientamento sessuale”.

Ancora più palese è il contrasto con i valori e i principi europei che muovono anche la candidatura a Capitale Europea della Cultura. Nella mozione, infatti, si chiede al Governo centrale di rifiutare l’applicazione del Documento Standard Europeo per l’educazione sessuale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e si impegna la Giunta Comunale di Assisi a proporre interventi nelle scuole con lo scopo di bloccare i programmi finalizzati all’inclusione sociale, alla lotta alle discriminazioni e alla rimozione dello stigma associato ad ogni diversità sessuale, di genere, culturale e religiosa.

«Scriveremo anche alla città di San Francisco, da tempo gemellata con Assisi – aggiunge Patrizia Stefani, Co-Presidente di Omphalos – Come può una città aperta e inclusiva come San Francisco, patria dei diritti e dell’inclusione, città che ha visto nascere il movimento LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transessuale), avere ancora qualcosa in comune con Assisi?»

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