Non ci sono scuse per gli amministratori, le tasse in Assisi vanno tagliate

da Giorgio Bartolini
Basta con la disinformazione e le scuse! Leggo sulla stampa, da parte del Consigliere Freddii, che le pesanti tasse dell’IMU, TASI e TARI imposte dal Comune di Assisi, che tanto disappunto hanno creato tra i nostri cittadini in questi giorni, non si possono diminuire, perché il Comune non ha aumentato il costo dei servizi sui trasporti e sulle mense e non ha istituito l’addizionale IRPEF, né la tassa di scopo.

Si tratta palesemente di scuse che non reggono ad una pur veloce disamina. La verità è un’altra.
Non si è istituita l’addizionale Irpef né aumentati questi servizi perché sono coperti dagli introiti dei parcheggi e del check-point, istituito in modo lungimirante dalla precedente amministrazione nel 2005, che apportano denaro nelle casse comunali al di fuori della tassazione sui cittadini residenti.

La tassa di scopo, come è noto, può essere istituita solo per finanziare una specifica opera pubblica e non è il caso di questa amministrazione, che non ne ha mai progettate di nuove, ma sta lavorando solo su opere già finanziate in precedenza.

Allora basta con le balle! Basta con il solito ritornello “nessun aumento di tasse né tariffe,” noncuranti dell’indignazione della gente. L’unica nostra proposta, lo ripetiamo, è questa: si diminuiscano le tasse, perché troppo alte, si amministri meglio, tagliando le spese superflue di rappresentanza ed i contributi “a pioggia” per centinaia di migliaia di euro, finalizzati per lo più alla ricerca del consenso elettorale.

È quello che hanno fatto tanti Comuni virtuosi che hanno potuto così esentare i loro cittadini dal pagare la TASI sulla prima casa (vedi Spello), tassa invece istituita in Assisi, ed hanno tariffe più basse per la nettezza urbana (vedi Bastia).

Il Consigliere Freddii sostiene che i confronti con gli altri Comuni sarebbero fuori luogo. A noi sembrano invece più che opportuni. Purtroppo la verità scotta.

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