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Ospedale di Assisi, Pettirossi (Pd): “Noi lo abbiamo sempre difeso”

Riceviamo e pubblichiamo: “Ospedale di Assisi, noi lo abbiamo sempre difeso ma non potevamo seguire la maggioranza sulla via “grottesca” delle manifestazioni “fantasma”.

Chiamati in causa da Marini e Freddii, vogliamo evidenziare alcune questioni.
1) Il consigliere Luigi Marini, transfuga del Pd, approdato al centrodestra prima delle scorse elezioni comunali (alle quali non avrebbe potuto candidarsi nelle file democratiche, avendo superato il limite statutario dei due mandati consiliari…), mescola nello stesso calderone posizioni assunte da maggioranze e opposizioni, vecchie e nuove, usando espressioni animalesche più adatte alle chiacchiere da bar che al confronto politico.
Le accuse di essere stati “alla finestra” per una sorta di “sudditanza” partitica nei confronti dei livelli regionali del Pd, sono poi incredibili.
Come sa bene, siamo sempre stati allergici ai “notabili” e ai “capi bastone” del partito, oltre che ai loro “scudieri”. 
Come testimoniano tanti nostri articoli e documenti pubblici, non abbiamo mai accettato che il nostro comune fosse considerato una “terra di conquista” e ne abbiamo sempre difeso pubblicamente le prerogative e il ruolo, con tenacia e senza alcuna sudditanza nei confronti di nessuno, dentro o fuori il partito.
2) Già nel 2008, poco dopo l’elezione a coordinatore comunale del Pd di Assisi, avevamo posto con nettezza il problema della sanità assisana alla Regione, chiedendo “risposte chiare, veloci e definitive” e l’impegno a rilanciare “il ruolo del nostro ospedale nel lungo periodo”, evidenziando anche il fatto che la nostra struttura servisse un “territorio ampio di almeno 60 mila abitanti” e anche milioni di visitatori e turisti (si vedano articoli usciti sulla stampa locale a metà agosto del 2008).
3) Negli ultimi anni, poi, il Pd di Assisi è stato molto attivo nella difesa dell’ospedale, con assemblee pubbliche, incontri locali e regionali, mozioni, articoli.
Nel 2011 abbiamo anche promosso la  costituzione di una Commissione consiliare di studio, che, grazie al contributo di tutte le forze politiche e di tre esperti in materia (Frascarelli, Paggi e Rondoni), ha elaborato un documento unitario, votato all’unanimità in Consiglio comunale, che è stato inviato alla Regione proprio per chiedere di valorizzare e rilanciare l’ospedale di Assisi.
4) Al contrario di quanto sostiene l’ex capogruppo del Pdl Rino Freddii, è stata la maggioranza a rompere l’unità di azione sull’ospedale, perché invece di proseguire sulla linea di un serio e fattivo confronto tra maggioranza e minoranza, basato su documenti, contenuti e proposte concrete, ha imboccato la strada di un esasperato populismo, giungendo a manifestazioni incomprensibili, “grottesche” e inutili.
Non potevamo, ovviamente, seguire la maggioranza sulla strada che ha portato ad iniziative come quella del travestimento da fantasma del Sindaco che, oltre ad essere inefficace, ha “scandalizzato” tanti cittadini che l’hanno trovata “di cattivo gusto” e “offensiva” nei confronti della fascia tricolore.
Non potevamo, ovviamente, seguire la maggioranza sulla strada di incontri e riunioni decisi tutti dentro la maggioranza, senza alcun confronto con le minoranze, utili più a fare la foto ricordo che a dialogare veramente e a produrre proposte concrete.
5) Siamo convinti che la questione della sanità sia un questione seria, che vada affrontata seriamente. Ne va infatti della salute dei nostri cittadini.
Le ragioni del nostro territorio, perciò, vanno difese con grande determinazione, ma concretamente, evitando invece manifestazioni “farsesche” e prese di posizione “ideologiche”/”demagogiche”, utili forse a farsi campagna elettorale e a “lavarsi la coscienza”, ma non certo a raggiungere obbiettivi concreti.
Quello che serve oggi è continuare a chiedere con forza alla Regione e all’Asl di dare una prospettiva di lungo periodo all’ospedale di Assisi, definendone una missione chiara, garantendo adeguati investimenti, mantenendo e implementando attività, personale, posti letto, servizi, strumentazioni e prestazioni di qualità.
Questo interessa ai cittadini”.
Simone Pettirossi (capogruppo Pd)
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