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Ospedale di Assisi, serve un maggiore impegno della Regione

da Simone Pettirossi (Capogruppo PD Assisi)
Al di là delle polemiche dell’ultimo minuto, se vogliamo essere seri bisogna dirci la verità. La più importante è che il destino dell’ospedale di Assisi, per responsabilità di amministratori regionali e locali, è legato in gran parte a scelte che hanno penalizzato il nostro territorio, compiute però molti anni fa:
– mancato inserimento nella rete degli ospedali dell’Emergenza-Urgenza (DEA);
– realizzazione del nuovo ospedale di Foligno sul versante assisano, invece che su quello spoletino;
– progressivo depotenziamento dell’ostetricia-ginecologia (prima con lo spostamento del Primario di Ostetricia da Assisi a Foligno, poi con la mancata nomina di un nuovo primario, infine con le continue voci relative all’imminente chiusura di ostetricia);
– mancata definizione di una “vocazione” e di una “missione” chiara della struttura ospedaliera, che fosse in grado di ridarle slancio e una prospettiva certa.

LA PROPOSTA DEL COMUNE DI ASSISI
Mossi dalla volontà di iniziare una riflessione concreta e approfondita sul futuro dell’Ospedale di Assisi e consapevoli dei ritardi accumulati negli anni, nel 2011 abbiamo promosso la costituzione di una Commissione di Studio che ha prodotto una proposta dettagliata, approvata all’unanimità in Consiglio comunale il 15 dicembre 2011 e inviata alla Regione.
Le richieste principali erano:
1) mantenimento e valorizzazione del PRONTO SOCCORSO e degli elevati livelli di qualità ed efficienza raggiunti, prevedendo un’implementazione della Osservazione Breve Intensiva di 24-48 ore;
2) mantenimento del PUNTO NASCITA;
3) mantenimento della CHIRURGIA, in Day Surgery e Week Surgery, con un’efficiente chirurgia programmata di qualità e chirurgie specialistiche (mantenendo le esistenti e/o sviluppandone altre necessarie al Servizio Sanitario Regionale);
4) previsione di un ambito di MEDICINA GENERALE, con Day Hospital, degenza per acuti e post-acuti, lungo degenza e riabilitazione.

LA PROPOSTA DELL’ASL 1 NON CONVINCE
Dopo due anni e mezzo, la proposta di riassetto elaborata dall’ASL1 non ci soddisfa e non ci convince.
Proprio per questo abbiamo contattato la Presidente della Regione e chiesto un immediato confronto politico e tecnico.
Nel documento regionale, infatti, mentre la parte “destruens” – cioè la chiusura del punto nascita – è purtroppo chiara, invece la parte “costruens” (cioè il “potenziamento” più volte annunciato e promesso) non è per nulla evidente e permangono molti margini di incertezza.

Ci sono sicuramente aspetti positivi, visto che alcune nostre richieste sono state accolte:
– mantenimento Pronto Soccorso (fatto non scontato in un ospedale che non è inserito nella rete dell’Emergenza-Urgenza…) e rafforzamento con 4 posti di Osservazione Breve Intensiva e 6 posti letto di Medicina d’Urgenza;
– rafforzamento, in attività programmata, delle chirurgie specialistiche esistenti (generale, ginecologica, oncologica, urologica, otorinolaringoiatrica, plastica ricostruttiva) e introduzione di nuove: pediatrica e oculistica;
– attivazione di un Area dedicata allo Scompenso cardiaco e a Cardiopatie croniche, con 8 posti letto;
– attivazione di una RSA (Residenza Sanitaria Assistita) per lungo degenze legate a disabilità, pluripatologie cronico-degenerative, con 14 posti letto ;
– attivazione del “Centro donna”;
– riqualificazione degli edifici, acquisto di macchinari e arredamento, realizzazione del parcheggio per una spesa complessiva di 1.800.000 euro.

Ma l’eliminazione del PUNTO NASCITA, di cui si prevede la chiusura entro fine luglio 2014, rappresenta un colpo durissimo per il nostro territorio, anche perché sarebbe l’unico a chiudere in tutta l’Umbria.
Non basta la previsione di qualche intervento di chirurgia pediatrica, in day hospital, senza neanche una notte di ricovero, per rassicurarci sul futuro dell’Ospedale, anche perché siamo ancora molto distanti dal progetto, ventilato qualche mese fa, di realizzare un centro unico regionale di chirurgia pediatrica, con possibili convenzioni con strutture di eccellenza a livello nazionale.

DARE UNA “MISSIONE” E UNA PROSPETTIVA DI LUNGO PERIODO ALL’OSPEDALE
Serve un maggiore sforzo regionale per dare una prospettiva all’Ospedale di Assisi.

Dopo i tanti ritardi e le scelte sbagliate degli anni passati, però non possiamo concentrarci solo sulla difesa del punto nascita (in cui nel 2013 sono nati 207 bambini e nel primo trimestre di quest’anno 36), che peraltro è legata anche a imposizioni e a criteri di carattere nazionale, perché siamo convinti che anche il suo auspicabile mantenimento non basterebbe a garantire un futuro roseo all’ospedale di Assisi.

Dobbiamo battere i pugni, certamente, ma con uno sguardo a 360°, per ottenere il potenziamento promesso e per avere il massimo possibile in termini di servizi, attività, risorse umane e strumentali, posti letto, investimenti, impegni, prospettive di sviluppo.

Dobbiamo chiedere alla Regione Umbria:
– su cosa puntate veramente, al di la delle belle parole, per riqualificare e rilanciare l’Ospedale di Assisi?
– quale è la prospettiva di medio-lungo termine?
Dobbiamo scegliere una strada concreta e sostenibile.
Dobbiamo dare un’anima, una vocazione, una missione di lungo periodo al nostro ospedale.
Solo così potremo salvarlo e garantirgli un futuro.

Simone Pettirossi
Capogruppo PD Assisi

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