Ospedale di Assisi, chirurgia generale a singhiozzo…è un vecchio problema

chirurgia generale a singhiozzo
OSPEDALE DI ASSISI

Ospedale di Assisi, chirurgia generale a singhiozzo…è un vecchio problema

CLAUDIAtravicelli
Claudia Travicelli

da Claudia Travicelli
ASSISI – In merito alle affermazioni,fatte e lette in questi giorni sull’ospedale di Assisi,con i titoloni allarmanti…(Chirurgia generale a singhiozzo- chiusa al venerdì ecc…)e dopo aver letto e approfondito attentamente i dati,mi permetto di esternarvi il mio pensiero è riportarvi le mie riflessioni. Le recenti dichiarazioni fatte dal Direttore Generale Dottor Giuseppe Legato,riflettono esattamente la realtà operativa e sono supportate dai numeri (che l’azienda ha messo a disposizione).

Come me,tutti possono consultarli,i dati evidenziano chiaramente che da molti anni le prestazioni e gli interventi della chirurgia generale di Assisi sono andate via via diminuendo,tanto che l’azienda ha cercato di mantenere un livello di efficienza,portando in loco chirurgia specialistica,che negli anni ha portato un servizio per molti pazienti.

Tanto è vero,che come dai dati consultabili,su 1300 interventi effettuati nei ultimi 6 mesi,884 sono di chirurgia specialistica :(plastica,otorino,oculistica,urologia e ginecologia),per cui la chirurgia generale ha circa 350 interventi.Su questi numeri (1300),più del 70% sono interventi ambulatoriali.

Ciò sta a significare,che già da anni la tipologia di interventi e tale che la degenza risulta essere di pochissimi giorni (da 1 a max 3 giorni).Per quanto riguarda le urgenze, da tempo risultano di poche decine,a testimoniare che per il tipo di ospedale e per la presenza del 118,gli interventi per patologie gravi non usufruiscono dell’ospedale di Assisi.

A mio avviso,questo testimonia che,non trattasi di depotenziamento,ma di una scelta della cittadinanza,che chiede di essere operata in sicurezza (ricordiamoci che l’ospedale di Assisi non ha mai avuto la rianimazione).Tenendo conto delle nuove e recenti norme sulla sicurezza degli ospedali e della consolidata cultura dei cittadini è molto difficile pensare oggi che ad Assisi possa esserci un’altra chirurgia.

Comunque bisogna dare atto al potenziamento della chirurgia specialistica: prossima apertura della medicina d’urgenza – l’avvio dello scompenso cardiaco con l’Azienda ospedaliera di Perugia – la riconversione del punto nascita con il centro donna,i cui dati sono confortanti circa 2000 prestazioni in 6 mesi – l’apertura del RSA – il potenziamento della specialistica ambulatoriale (reumatologia,oculistica,dermatologia,fisiatria,otorino,ecc…), tutto questo segna sì la strada di una riconversione,ma non certamente di un depotenziamento.

Invito a valorizzare i dati delle nuove attività,invece di cercare sempre…politicamente…di cavalcare ogni situazione,lo stato dei fatti è chiaro,la situazione della chirurgia è così da anni,ricordiamoci che la sala operatoria il sabato e la domenica (solo in casi eccezionali è stata utilizzata).

E’ troppo tardi per accorgersi,come lo é anche in altri ospedali umbri,che l’organizzazioni con pochi posti letto (inferiori a 100),avrebbero dato negli anni una obbligatoria riorganizzazione,dovuta soprattutto per poter far lavorare in sicurezza,vediamo quante sono le persone,che in Italia ogni giorno ricorrono agli avvocati…

Dal 1997,sono infatti iniziati a diminuire i posti letto,era quello il momento per potenziare il nostro ospedale e mi viene pensato…chi allora c’era ed oggi grida tanto nei giornali dov’era? Dove erano coloro che dovevano vigilare?Sono anni che vediamo le ambulanze trasferire i pazienti nei grossi ospedali,ci siamo mai domandanti il perchè o ce ne siamo preoccupati?Abbiamo,negli anni,mai vigilato sugli arruolamenti dei specialisti? Concludo con il dire,che a oggi bisogna cercare di monitorare attentamente che la Direzione Sanitaria mantenga fede alle promesse di riconversione,con il potenziamento previsto per il nostro ospedale.

Dobbiamo chiedere più servizi per i nostri cittadini,ivi compreso il controllo delle liste di attesa e la dotazione di un servizio di risonanza magnetica fissa,é assurdo ed impensabile che alle soglie del 2016 i nostri cittadini debbano accontentarsi della risonanza magnetica,portataci in un camion e per poche volte al mese. Claudia Maria Travicelli (Capogruppo Democratici e Popolari per Assisi)

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