Padre e madre naturale, Pd Assisi: “Una mozione discriminatoria”

Partito Democratico Assisi, domenica 2 aprile l'Assemblea degli iscritti

ASSISI – La prima volta che abbiamo letto che il consigliere Marini avrebbe presentato la mozione sul Padre Naturale e la Madre Naturale, per un attimo abbiamo sperato che qualcuno della maggioranza gli facesse cambiare idea, invece niente!!! Cosa ancora più tragica è stata l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, con i consiglieri e le consigliere comunali presenti alla seduta consiliare (il capogruppo del PD era fuori città per ragioni familari) che si sono allontanati dall’aula, invece di contrastare l’atto con il voto “contrario”! Condividiamo lo sdegno di tutte quelle persone che in questi giorni hanno manifestato la loro incredulità e la completa disapprovazione su questa vicenda. La mozione nega l’affettività fra gay, definendo la famiglia eterosessuale, erroneamente chiamata “naturale”, come l’unica degna di essere rispettata e tutelata.

Da oggi appare evidente che per la maggioranza di centrodestra che amministra Assisi la diversità è una minaccia, mentre la tolleranza e il rispetto sono valori privi di significato. Inaccettabile poi la distorsione e la strumentalizzazione della proposta di legge del democratico Scalfarotto contro l’omofobia, del tutto condivisibile, perché vuole contrastare con forza gli episodi di discriminazione e di violenza animati dal pregiudizio e dall’odio nei confronti dei gay. Molto preoccupante, infine, il concetto di fattore famiglia “quale criterio di sostegno alle politiche attive e passive al reddito delle famiglie di Assisi”.

Che significa in concreto? Rischia di essere un modo subdolo per privilegiare alcuni nuclei familiari rispetto ad altri, alcuni figli rispetto ad altri, alcuni cittadini rispetto ad altri. Sarebbe gravissimo. Questa non è una mozione che difende la famiglia è una mozione discriminatoria contro le varie tipologie di famiglie, che meritano tutte di essere rispettate e tutelate per non creare FIGLI DI SERIE A (quelli che vivono in famiglie tradizionali) e FIGLI DI SERIE B (quelli delle famiglie monogenitoriali, ricostituite, allargate, omoparentali).

Il tema della famiglia e della genitorialita meriterebbe una trattazione più seria, con toni più dialoganti e delicati rispetto a quelli usati nel Consiglio Comunale di Assisi . Occorrerebbe parlare delle politiche per le famiglie, che si fanno carico dei bambini e degli anziani e hanno bisogno di essere aiutate. L’articolo 29 della nostra Costituzione, nell’intento dei nostri padri costituenti, definisce il concetto di famiglia come preesistente alla legge e non vieta il riconoscimento di altri tipi di famiglie. Aldo Moro, democristiano, nutriva una concezione della famiglia razionale e non naturalistica, enfatizzando come essa sia esposta alla mutabilità dei tempi. Se si vuole istituire la festa della famiglia naturale, allora va fatto nel senso che la nostra Costituzione spiega, ovvero una festa che celebri ogni tipo di famiglia. Ciò che è chiaro è che il Consiglio ha votato una mozione del tutto strumentale e, auspichiamo, senza effetti pratici, che contrasta con il dettato costituzionale.

[box type=”warning” ]Ricordiamo al consigliere Marini e a tutta la maggioranza che governa la città di Assisi due articoli fondamentali della nostra carta fondamentale: Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art.3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Come cittadini di Assisi è triste vivere in una città che un giorno permette “lo scempio della Rocca” e nello stesso istante approva una mozione del genere. PARTITO DEMOCRATICO ASSISI[/box]
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1 Commento

  1. Anche secondo me la mozione citata è stata strumentale, per usare un eufemismo. Sono altrettanto convinto che non deve essere sottovalutata la diffusione di una certa ideologia “gender”. E’ il caso di ricordare che in questione non è la condizione omosessuale ma la diffusione di una certa ideologia di “gender”, secondo la quale l’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali.

    Occorre fare alcune considerazioni al riguardo, data l’importanza di questa ideologia nella cultura contemporanea, e la sua influenza sul fenomeno delle unioni di fatto. Per questo, spero (e credo) che durante la prossima consiliatura ci possa essere l’opportunità di presentare e approvare un documento che possa tenere in considerazione questi ed altri appunti di chi vorrà. Più che altro per una questione simbolica, visto che in materia legifererebbe il Parlamento.

    Purtroppo gli integralisti, dei due “schieramenti” opposti, campano su un’ambiguità. Si tratta di quell’ambiguità che i tanto vituperati “DICO” del secondo Governo Prodi avrebbero eliminato se fossero stati portati fino in fondo.

    Ho voluto condividere queste 4 righe perché la sinistra a mio giudizio è quella che non fa demagogia, né tanto meno si mette a rincorrere chi la butta in caciara (ai quali, forse, bisognerebbe dare meno spago). E purtroppo o per fortuna io tengo molto al PD e in particolare a quello di Assisi.

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