Paolo Ansideri sul documento del Vicariato per la cultura del giugno scorso

AUTONOMIA DI CULTURA DA RELIGIONE. TURISMO EFFETTO COLLATERALE DI CULTURA E PAESAGGIO

Ansideri sul documento del Vicariato per la cultura del giugno scorso

da Paolo Ansideri
E’ del tutto evidente che le tematiche proposte nel documento, del gruppo di lavoro del Vicariato per la cultura (consultabile nel sito www.oicosriflessioni.it, insieme alla versione integrale del presente articolo) le argomentazioni e le prescrizioni “operative”, suscitano di per sé interesse e reazioni generali, perché in realtà si fa appello a quanto di più nascosto ed intimo regola l’agire individuale: le convinzioni profonde su cui si fonda l’esistenza di ognuno. E’ chiamata in gioco in modo totalizzante la propria visione del mondo che ci detta scale di valori e principi guida da cui facciamo discendere le nostre prese di posizione politiche e comportamentali.

Ma proprio perché è da quelle altezze, anche ultraterrene, che si vuole rivolgere un tale appello al contesto cittadino, è lì rimanendo che bisognerà cominciare a ragionare.

Paolo Ansideri

Gli ambiti di riferimento in cui è suddiviso il documento (spiritualità, cultura, ambiente, turismo) vengono separatamente analizzati inducendo l’idea di una non riconducibilità ad un unico fattore, ad un unico centro di pensiero e di decisioni operative.

In realtà quell’unico centro altro non è che la dimensione culturale della visione, la prospettiva di partenza che informa di sé discorsi, argomentazioni e decisioni.

A cosa afferisce se non alla dimensione culturale, l’aspetto spirituale dei fenomeni? Non solo la religione è legata alla dimensione immateriale, ma tutta l’espressione umana intesa come produzione di attività non legate al sostentamento fisico, è espressione della spiritualità insita nell’essere umano. Non c’è spiritualità nelle elegie di Sesto Properzio, nell’opera di Leopardi? Nei frammenti di Saffo? L’arte di Giotto è dimensione spirituale perché rappresenta un soggetto religioso? Mentre i sacchi di Burri non raggiungono una tale dimensione? Non c’è spiritualità nelle rappresentazioni e nei raffinati decori delle Domus Romane? Sembra quindi che il termine spiritualità venga qui inteso come semplicemente riconducibile all’ambito religioso, divino, sacrale, confessionale.

La dichiarazione dell’ambiente naturale come valore, come fine e non come mezzo nell’odierna cultura, ma anche nella “filosofia“ di Francesco, non è frutto di un’ interpretazione “culturale” dell’ambiente naturale, che lo pone all’interno di uno sguardo che lo vuole tutelato, conservato, preservato, dichiarato “bellezza naturale”, in quanto valore in sé a differenza di quanto invece accaduto ad esempio nell’isola di Pasqua, dove la civiltà dei Maoi è scomparsa proprio a causa della deforestazione?

Ed infine il TURISMO COSA È IN FIN DEI CONTI SE NON UN EFFETTO COLLATERALE DI CULTURA E PAESAGGIO? Mi sposto viaggiando per raggiungere una meta balneare, naturale, monumentale …

Tutta l’argomentazione che ho fin qui esposto, tende quindi a dimostrare che va riconosciuto come unico ambito di confronto l’ambito culturale, essendo le culture, le forme ambientali create dalle comunità umane nell’ambiente geografico e temporale di riferimento. Forme ambientali prodotte dall’interazione degli individui nella comunità e che si strutturano secondo caratteri identitari mutanti nel tempo.

La religione è una parte dell’ambito culturale, il quale contiene al suo interno  anche quello religioso, (oltre a quello scientifico, artistico, giuridico ecc..)  cioè la sfera culturale delle comunità umane organizzate, eccede l’ambito religioso che ne è una parte.

LA RELIGIONE E’ UNA DELLE FORME ED UNA PARTE DELLA CULTURA UMANA CHE COME SFERA GENERALE ECCEDE LA PARTICOLARITA’ RELIGIOSA.

Ecco dunque il primato della cultura che porta con sé il primato della politica di cui è sinonimo

Se dunque riconosciamo che ciò di cui si sta parlando è l’ambiente culturale locale, in senso molto lato, e ciò che è stato proposto dal Vicariato altro non è che la coerente attuazione di principi guida per il governo e la parziale evoluzione di quell’ambiente, allora per prima cosa di questi si dovrà discutere cercando di individuarli tra le righe dello scritto:

  1. Francesco e Chiara,sono i generatori e custodi del genius loci
  2. La fede è l’unico e determinante approccio alla città.
  3. I principi della dottrina ed etica cattolica, devono ispirare e guidare anche l’azione del governo cittadino
  4. La chiesa cattolica è la garante e custode di tali valori
  5. La comunità umana di riferimento per le attività da intraprendere è tutto sommato la folla dei pellegrini e dei turisti: incoming religioso
  6. L’orizzonte culturale temporale extra religioso, ha al proprio centro il medioevo

Confesso a questo punto l’imbarazzo nell’esercitare una qualsivoglia riformulazione del quadro culturale basato su una ricomposizione di elementi diversi da quelli citati.

La proposta così formulata, totalmente costruita sulla figura di Francesco e sullo spirito francescano che permea di sé ogni ambito pubblico, è posta in modo tale che la sola idea di ulteriori elementi da implementare nella sfera rappresentata, cambiando necessariamente gli equilibri e le composizioni delle parti, suonerebbe fatalmente come una riduzione e relativizzazione di quella figura.

Una qualsiasi aggiunta, lasciando anche inalterato quanto proposto, ma solo aggiungendo appunto altro di diversa natura, diminuirebbe il tema Francesco, coincidente nella formulazione presentata dal gruppo di lavoro, con la totalità dell’Assisi auspicata.

In sostanza la proposta è così totalizzante, coesa al suo interno, minuziosamente sviluppata e posata sul granitico fondamento del messaggio francescano, universalmente ed innegabilmente riconosciuto, che chi cerca di comprenderla in un ambito più vasto, viene artatamente posto nella condizione di sembrare di voler mettere in ombra proprio quel basamento: lesa maestà.

Ma come già anticipato in premessa la comprensione dell’altrui discorso, nella sua dimensione analitica e dialogica, dovrà pur prevedere e poggiarsi anche su dati di fatto riconosciuti da entrambe le parti. Gli articoli precedenti sono pubblicati in www.oicosriflessioni.it con il titolo “Assisi nel tempo presente. Versione Assisi”

Prossimo articolo: Non è vero che ogni turista è o diviene un pellegrino

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