Pettirossi, #CAMBIAmoAssisi, “Stangata” fiscale nei confronti dei cittadini

La Moda Degli Angeli
Il Rendiconto 2014 che verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale attesta con chiarezza che nel 2014 c’è stata una vera e propria “stangata” fiscale nei confronti dei cittadini e delle imprese derivante dalla somma di IMU (casa), TARI (rifiuti) e TASI (servizi indivisibili).
Per cercare di mitigare la situazione avevamo proposto di ridurre la TASI del 40% (azzerandola per le attività ricettive, dimezzandola per tutti gli altri fabbricati e le aree fabbricabili, diminuendola per l’abitazione principale), ma l’emendamento che avevamo presentato l’anno scorso era stato votato solo dal Partito Democratico.
A consuntivo, dobbiamo constatare che il peso della TASI ha superato nettamente le previsioni iniziali del Bilancio 2014, di oltre un milione e mezzo di euro (sic!!!).
Ad aprile 2014 era stata prevista un’entrata di 3.310.000 euro (DCC 17 aprile 2014, n. 42), ma con successivi assestamenti (DCC 25 settembre 2014, n. 78 e DCC 27 novembre 2014, n. 95) si è arrivati all’attuale proposta di consuntivo che attesta un gettito della TASI di ben 4.843.611,65 euro.
Si tratta di un fatto molto grave perché dimostra che una riduzione della tassazione era possibile, oltre che auspicabile, e avrebbe dato una mano consistente alle famiglie e alle imprese in difficoltà.
Va sottolineato poi che nella città del “Poverello” paradossalmente c’è una tassazione molto iniqua. I milionari non pagano l’addizionale IRPEF, ma le famiglie e le piccole aziende del territorio sono spremute dalle imposte sulla casa (IMU), sui rifiuti (TARI) e sui servizi indivisibili (TASI). Di fatto, i costi per lo smaltimento dell’immondizia, per l’illuminazione, per la manutenzione delle aree verdi e strade, ecc., che in una città turistica sono più elevati, sono a carico in gran parte dei residenti (cittadini o imprese che siano).
Non a caso, da alcuni anni siamo sempre ai vertici delle classifiche delle città con il maggior gettito fiscale medio pro capite. A parità di metratura, infatti, per pagare le tasse su un appartamento, un negozio, un terreno o un capannone… ad Assisi si spende molto di più che a Bastia, a Spoleto o a Città di Castello. A pesare sono ovviamente, oltre al costo dei servizi, anche le alte rendite catastali, che sono rimaste elevate nonostante la stagnazione del mercato immobiliare. L’anno scorso avevamo chiesto di rivederle per renderle più eque, anche perché sono del tutto disomogenee e davvero troppo alte, ma purtroppo nulla è stato fatto.
Basta ritardi. Basta tassazione iniqua.
#CAMBIAmoAssisi

 

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