Polizia Assisi, detentori di armi, sono circa 350 gli inadempienti

Commissario Capo Francesca D. Di Luca

Il Commissariato di Assisi, diretto dal Commissario Capo della Polizia di Stato Francesca D. Di Luca, ha portato a termine una complessa attività di verifiche nei confronti di coloro che a vario titolo detengono delle armi.

Gli accertamenti sono stati condotti dai poliziotti della Polizia Amministrativa che hanno effettuato controlli “a tappeto” per chi ha in passato assunto l’onere di custodire delle armi, specie per quelli che le detengono “a titolo affettivo”, ereditate da ascendenti e congiunti, e per chi praticava la caccia e non ha più rinnovato la licenza per carenza di interesse.

L’attività si è resa necessaria per adempiere agli obblighi derivanti dalle nuove norme che impongono la verifica periodica dei requisiti psicofisici nei confronti dei detentori di armi, ossia dei soggetti che posseggono armi senza avere un titolo per il porto.

Difatti, come è noto, sin dal 2010, con il Decreto Legislativo 204, vennero disposti accertamenti periodici dei requisiti psicofisici per i detentori di armi, subordinando l’efficacia del provvedimento all’emanazione di un decreto applicativo, concertato tra il Ministro dell’Interno ed il suo omologo per la Salute, che, tuttavia, non è stato mai prodotto.

Nelle more dell’entrata in vigore della norma, il legislatore con l’art. 6, comma 2 lettera a) del Decreto legislativo 121 del 29 settembre 2013 dispose l’obbligo per i detentori di armi, di produrre il certificato medico per il rilascio del nulla osta all’acquisto di armi comuni da fuoco, previsto dall’art. 35 settimo comma del TULPS, salvo che non fosse stato prodotto nei sei anni antecedenti.

La norma fissava il termine di diciotto mesi per ottemperare al precetto ovvero fino al 4 maggio u.s.

Per diffondere la notizia dell’introduzione del predetto obbligo a tutti gli interessati, il Commissariato ha effettuato una attenta verifica nei propri archivi individuando tra tutti i titolari di porto d’arma quelli assoggettati a produrre il certificato.

Detta intensa ed analitica attività di setaccio, coordinata dal Sost. Comm. A. Peltristo, ha consentito di informare più di 1000 soggetti interessati dalla novella legislativa.

Nel corso dell’attività, durata oltre un anno, è stato altresì possibile eseguire dei controlli a campione nelle abitazioni ove venivano custodite le armi grazie ai quali sono state riscontrate numerose irregolarità: oltre 20 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per violazioni al TULPS.

Oltre 100 i detentori che anziché produrre il certificato medico hanno deciso di cedere le armi a terzi o di consegnarle al Commissariato per la successiva distruzione.

Attualmente sono circa 350 gli inadempienti, cioè coloro che non hanno prodotto alcun certificato medico, ai quali saranno notificate a breve le diffide che concedono il termine perentorio di ulteriori trenta giorni per produrre il certificato medico.

In caso di inottemperanza, scatterà la segnalazione alla locale Prefettura U.T.G. ai fini dell’emissione del provvedimento di divieto detenzione armi, munizioni e materiale esplodente, previsto dall’art. 39 del T.U.L.P.S.

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