Presepe e simbolo Croce nelle scuole, Assessore Morosi scrive a dirigenti scolastici

Presepe e simbolo Croce nelle scuole, Assessore Morosi scrive a dirigenti scolastici

Presepe e simbolo Croce nelle scuole, Assessore Morosi scrive a dirigenti scolastici
Il Presepe, oggi protagonista di diatribe nazionali, dovrebbe tra le altre cose, rappresentare l’unione e non la divisione, come sta accadendo in questi giorni di improbabili “crociate”!

da SERENA MOROSI – Assessore Cultura e Pubblica Istruzione Città di Assisi
Carissimi Dirigenti Scolastici, Presidi e Rettore,
il Nuovo Anno ricorrerà il trentesimo anniversario dello “Spirito di Assisi”: la storia della nostra Città e della nostra Regione è stata profondamente segnata dall’anno 1986, quando Papa Giovanni Paolo II ha trasformò la Seraphica Civitas in un Laboratorio di Pace, che si è diffuso ovunque e che conserva ancora oggi la forza viva del momento in cui si è scaturito. Assisi ha certamente contribuito a far fare alla Chiesa uno straordinario balzo in avanti verso le religioni non cristiane; nel segno del dialogo interreligioso e in virtù di questo memorabile accadimento, Ciascuno di noi deve impegnarsi nella difesa della propria religione e nell’apertura verso le altre.

A seguito dei recenti episodi terroristici e dopo la decisione dei Presidi di molte scuole italiane di non festeggiare il Natale e di non realizzare il Presepe per non urtare la sensibilità religiosa di coloro che non sono cristiani, in qualità di Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione della Città di Assisi, sento voler rivolgere alle SS.LL. questi interrogativi: è possibile lavorare nell’ottica dell’inclusività e dell’integrazione sociale, confrontarci con un’altra cultura, se non si difende la propria?
Rinunciare al Natale significa rispettare veramente il Prossimo?

Trovandoci in una situazione di profondo smarrimento dei riferimenti etici e sociali del nostro Paese e delle nostre Comunità, ritengo importante fare in modo che le nostre più antiche tradizioni e i nostri valori vengano preservati e trasmessi alle giovani generazioni di Cittadini.

La rappresentazione della Natività, inoltre, non è esclusivamente un simbolo religioso, bensì un elemento legato alla cultura, all’ambito artistico e artigianale e a quello tradizionale del nostro Paese. Il Presepe, oggi protagonista di diatribe nazionali, dovrebbe tra le altre cose, rappresentare l’unione e non la divisione, come sta accadendo in questi giorni di improbabili “crociate”!

Con questa lettera aperta, unitamente al Sindaco FF e all’intera Giunta Municipale, desidero invitare Ciascuno di Voi ad esporre un Presepe e il simbolo della Croce nei plessi scolastici di competenza, invitando gli Studenti a riflettere sul significato dei termini “tolleranza”, “integrazione”, “inclusività” e “rispetto” di cui tanto si parla, anche a seguito di direttive ministeriali.

La Religione, volendo esprimerne il senso anche dal punto di vista “laico”, malgrado molti improbabili paladini, è una cosa seria, che pertanto va valorizzarla e non celata. Vivere il cristianesimo e parlare dei valori che incarna, non può costituire un torto per alunni e studenti delle altre religioni, semmai rappresentare un modo per ricordare a tutti coloro che frequentano le nostre scuole, siano essi di religione islamica o ebrea o cattolica, che siamo fratelli e che il Dio delle tre grandi religioni monoteiste è lo stesso.

Non si tratta di innalzare “muri” ed aprire ferite che riportano agli anni Ottanta, ma di riaprire un dialogo nel segno della Pace, l’unica strada possibile per tornare a vedere le nostre Basiliche senza militari e transenne.

Ringrazio di cuore per il tempo dedicato alla lettura di questa lettera e con l’occasione rivolgo i migliori Auguri di Buon Natale e Buon Anno a Voi, agli Studenti, al Personale Docente e non docente e alle rispettive Famiglie.

“Un periodo storico può essere giudicato dal suo stesso modo di considerare il periodo da cui è stato preceduto. Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa… Nella svalutazione del passato è implicita una giustificazione della nullità del presente” – Gramsci, Quaderni, XXVIII.

Presepe

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