Quote rosa, Grande soddisfazione, finalmente è stata ripristinata la legalità

Beni culturali e artistici di Assisi, Pettirossi: "Un tesoro da valorizzare"

da Simone Pettirossi (Capogruppo PD Assisi)
Dopo tre anni finalmente è stato sancito che anche il Sindaco di Assisi deve sottostare alle leggi e alla carta fondamentale cittadina, cioè lo Statuto comunale.
Pensavamo che fosse chiaro, fin dai tempi del passaggio dalla “monarchia assoluta” alla “monarchia costituzionale”, che i vertici, re o sindaci che fossero, avessero un limite al proprio potere di decisionale nella Costituzione e nelle carte fondamentali, ma invece ad Assisi ci voleva il Consiglio di Stato per ribadirlo.

La nostra soddisfazione è ancora più grande, se si considera che la battaglia è stata portata avanti ad armi impari.

Da un lato, c’erano il Sindaco e gli Assessori che, nonostante la presenza di un’avvocatura comunale interna (quindi attivabile gratuitamente), hanno incaricato avvocati esterni, pagati con i soldi del Comune, cioè di tutti i cittadini.
Dall’altro lato, invece, c’eravamo noi, che ci siamo dovuti autofinanziare e che abbiamo tirato fuori i soldi di tasca nostra, rischiando in proprio e non gravando sulla collettività, per difendere il principio di legalità e riaffermare quello della parità di genere.

Lo vogliamo dire, dopo la seconda sentenza del TAR dell’Umbria, alcuni di noi hanno tentennato, perché andavamo incontro ad un ulteriore grado di giudizio, costoso e complesso.
Solo la tenacia di tutti noi ricorrenti, ha permesso di raggiungere questo risultato.

Proprio per questi motivi, vogliamo ringraziare in particolare l’Avvocato Gianluigi Pellegrino e l’Avvocato Stefania Cherubini, che hanno patrocinato questo ricorso al Consiglio di Stato con assoluto spirito di servizio, motivati dalla volontà di sostenere ancora una volta il principio della parità di genere (l’Avv. Pellegrino aveva patrocinato, e vinto, anche la causa analoga contro il Sindaco Alemanno a Roma…).
Vogliamo ringraziare, ovviamente, anche l’Avv. Franco Matarangolo, che ha patrocinato i primi due ricorsi al TAR Umbria con grande passione e dedizione.

Ma – ci chiediamo – perché le spese legali per gli avvocati esterni, incaricati dal Sindaco e dagli Assessori (tra gli altri c’era anche il famoso Avv. Cartasegna, diventato noto alle cronache nazionali come uno dei pensionati d’oro d’Italia…), le deve pagare il Comune?
Non ci sembra per nulla giusto.
Noi ce le siamo sempre pagate di tasca nostra le spese legali…con sottoscrizioni, autofinanziamenti, cene.
Di fronte all’ostinaziome incredibile e ingiustificata di Ricci e degli Assessori per difendere l’indifendibile, crediamo perciò che sarebbe corretto che siano loro a pagarsi le spese e non i cittadini.

Proprio per questo solleciteremo la Corte dei Conti, perché a nostro avviso questi frequenti incarichi esterni, pagati con i fondi comunali, rappresentano uno sperpero di soldi inaccettabile, tanto più in un periodo di crisi come questo.

Vogliamo infine ringraziare anche le donne democratiche, Roberta Agostini, portavoce nazionale, Stefania Fiorucci, portavoce regionale e Cristina Farnesi, coordinatrice comunale delle donne del PD.
Sono state decisive e fondamentali in questa battaglia, con la loro tenacia, perché hanno voluto con decisione continuare in questa lotta per riaffermare il principio sacrosanto della parità di genere.

Oggi, dopo anni di esternazioni infondate della maggioranza, di attacchi e insulti subiti dalle minoranze, bisogna solo dare seguito immediatamente alla sentenza del Consiglio di Stato, che è immediatamente esecutiva ed è chiarissima:

“l’art. 30 dello Statuto comunale pone un vincolo specifico che ostacola particolarmente ed intensamente la nomina di una Giunta monogenere, stabilendo che “il Sindaco nomina il Vice Sindaco e gli Assessori prima dell’insediamento del Consiglio Comunale, assicurando di norma la presenza di ambo i sessi”.
La statuizione anche se non interpretabile nel senso di imporre la sostanziale parità dei generi all’interno della composizione della Giunta, sicuramente impone, quanto meno, la presenza di almeno una donna al suo interno.
Peraltro, il Collegio ritiene che l’interpretazione delle disposizione statutaria nel senso che occorre assicurare la presenza “di norma” di entrambi i sessi, non può che essere riferita ad un tendenziale equilibrio dei generi nella composizione della Giunta, nel senso che, di norma, la presenza in giunta di uomini e donne deve essere effettivamente equilibrata.”

Simone Pettirossi
Capogruppo PD Assisi

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