Primi d'Italia

Quote Rosa, Pettirossi: “Ricci, esternazioni incredibili”

da Simone Pettirossi
Capiamo che di fronte alla sonora sconfitta ricevuta al Consiglio di Stato, che ha condannato Ricci e i suoi Assessori anche a pagare le spese del primo e del secondo grado, si cerchi un appiglio per poter continuare a dire qualcosa Ma le ultime esternazioni del Primo cittadino sono veramente incredibili. Come si fa ad affermare che il Consiglio di Stato “ha riconosciuto molti aspetti positivi al Comune” e che la sentenza di primo grado sarebbe stata riformata per un “dettaglio discutibile”?

Quello di “non aver fatto una istruttoria delle candidate ad assessore anche fuori dalle liste di partiti o civiche” non è un “dettaglio”, ma un fatto sostanziale, tanto che i Giudici hanno voluto sottolineare che è possibile “nominare Assessori tutti i cittadini in possesso dei requisiti dì candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere ed è pertanto in tale ambito che il Sindaco deve compiere la scelta degli Assessori per garantire la tendenziale parità dei generi e non nell’ambito dei candidati del partito vittorioso, anche in considerazione del fatto che gli Assessori svolgono delicate ed importanti funzioni non al servizio del partito di riferimento, ma al servizio della cittadinanza.” Chiarendo anche che “la presenza di un numero di donne tendenzialmente pari a quello degli uomini nella Giunta” è una regola “di rilievo costituzionale” che ammette deroghe soltanto “in via eccezionale” e che “non può essere disattesa per ragioni di carattere politico”.

Proprio per questi motivi, dopo la prima sentenza del TAR Umbria che aveva azzerato la Giunta nel 2012 (http://www.pettirossi.com/wordpress/2012/06/1075/), avevamo sollecitato il Sindaco (con PEC data 1 luglio 2012) a cercare strenuamente possibili assessori donne anche nella “società civile”, attuando la massima trasparenza ed eventualmente ricorrendo anche allo strumento dell’Avviso pubblico (http://www.pettirossi.com/wordpress/2012/07/la-nuova-giunta-di-assisi-uno-schiaffo-alle-donne/). Ovviamente non avevamo ottenuto risposta. Ma oggi i nodi vengono al pettine.

Alla luce di tutto quello che è successo in questi anni, perciò, il fatto che Ricci continui a minacciare “possibili atti di tutela, con risarcimento dei danni all’immagine” è veramente di cattivo gusto, oltre che un segno di profonda debolezza.

Quello che è certo infatti è che non si possono più tollerare sprechi di denaro pubblico!!!

Invitiamo, perciò, il Primo cittadino a non persistere nell’uso di fondi comunali per azioni legali del tutto “temerarie” e senza fondamento, utili solo a distrarre l’attenzione dalla sonora sconfitta subita al Consiglio di Stato. Ricci, come chiunque altro, può ovviamente adire qualsiasi azione ritenga più opportuna, a livello nazionale, europeo o internazionale, ma sarebbe giusto che lo facesse con le proprie risorse personali, invece che con quelle di tutti i cittadini.

In conclusione, vogliamo anche ricordare che il potere dei Sindaci di nominare e revocare gli assessori non è, ovviamente, assoluto, ma limitato dalla Costituzione, dalle leggi e anche dallo Statuto comunale. Pensavamo non servisse il Consiglio di Stato per ricordare questo basilare principio delle democrazie occidentali.

#CAMBIAmoAssisi

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