Quote rosa, Sinistra Anticapitalista Umbra, “giustizia è fatta”

PERUGIA – “Giustizia è fatta” ad Assisi con la sentenza del Consiglio di Stato sulle quote rosa (che segue quella di 2 ricorsi al TAR) ed eviti il Sindaco di spendere inutilmente altri soldi pubblici, cioè nostri, per difendere se stesso, le sue scelte ed i suoi “equilibri politici” mentre noi abbiamo dovuto spendere soldi nostri per far rispettare le leggi ma soprattutto il buon senso. Un elemento di civiltà, le donne in giunta, ma anche norma giuridica e statutaria che vale in tutta italia meno che per la città Patrimonio Mondiale dell’Umanità (UNESCO), la città di nascita non solo di S. Francesco ma anche di S. Chiara, la “città della Pace” ma dove la prevaricazione violenta di un sesso sull’altro era legalizzata ed istituzionalizzata. Il Sindaco Ricci aveva definito precedentemente il ricorso al Consiglio di Stato di 12 cittadini rappresentanti di partiti ed associazioni (tra cui uno di Sinistra Anticapitalista) “inconsistente sul piano tecnico e strumentale sul piano politico”.

Ora la sentenza fa giustizia sia dell’una che dell’altra incauta e stupida affermazione. Ricordiamo che la legge prevede anche assessori esterni e comunque non necessariamente i più votati delle liste in modo che anche dove una perdurante società machista e le sue rappresentanze politiche non tengono conto delle capacità, professionalità, sensibilità e rappresentanza delle donne (che anche anche ad Assisi sono “più de l’altra metà del cielo”) si possano comporre giunte paritarie. E’ evidente che la nostra visione del mondo, dei diritti delle donne, della parità dei sessi è alternativa a quella del centrodestra che governa ad Assisi e la sentenza sulle quote rosa impone una necessaria riflessione a tutti i cittadini di Assisi che a breve potrebbero votare di nuovo.

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