Realtà Popolare, Consiglio comunale è senza orientamento politico

Assisi, dimissioni Coordinatore Comunale, alcune note di Tamburi
Realtà Popolare

Realtà Popolare, Consiglio comunale è senza orientamento politico
Realtà Popolare non può permettere che il Comune di Assisi, venga gestito in siffatta maniera

da Giampieo Tamburi,
Segretario Nazionale Realtà Popolare
Realtà Popolare – Segreteria Nazionale Si può benissimo capire perché ci sia la crisi endemica delle varie realtà locali. Si parla e molto spesso si sparla, già da qualche anno, in Italia come in Europa, di un fenomeno definito “anti-politica”. Nata, si dice, da certi movimenti che si atteggiano a portatori di nuove idee in quel senso. Il fenomeno dell’anti-politica non esiste e non è mai esistito. Parlare di questo pseudo fenomeno non ha senso.

Forse nei primi momenti di attività di qualche movimento poteva sembrare ma oramai, da come si sono integrati nel sistema, anche con insignificanti peculiarità irrilevanti, risultano facenti parte della stessa forma di politica che avevano intenzione di combattere. Nati dallo sgretolamento delle vecchie forze politiche, le quali si sono a poco a poco auto distrutte, perché non sono state capaci di rinnovarsi in quanto non sono state in grado di percepire i cambiamenti del Paese, si sono rivelati non all’altezza delle aspettative e non concreti nel portare avanti quel tanto decantato cambiamento di rotta politico che li ha portati al successo i primi momenti della loro costituzione se non per qualche ideuccia messa li per dare più consistenza alle loro campagne elettorali. Come è stato possibile e come è ancora possibile la nascita costante di questi movimenti nella geografia politica italiana? Solamente perché la endemica crisi storica delle obsolete culture di partito lo hanno permesso.

Crisi che, tra gli altri danni provocati, ha reso possibile, nei vari vecchi e navigati leader responsabili, una personalizzazione di potere aggravando, con ciò, una situazione, già di per se antisociale, che riguarda la notoria corruzione che ha logorato e sta logorando il nostro Paese.

In Italia questo è successo e sta ancora succedendo, purtroppo, in maniera drammatica procurando, sempre più, un vuoto di gestione politica a cui, recentemente hanno cercato di porvi rimedio, velando, in modo instabile, la situazione senza peraltro riuscirci: come miseramente sta facendo il nostro attuale capo di Governo che sta solamente riuscendo a nasconderlo momentaneamente, con la sua corte creata ad hoc per questo, ma che drammaticamente esiste e non tarderà a far sentire i suoi effetti.

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Come potrebbe essere diversamente se il centro-sinistra basa tutta la sua pseudo politica su di un contenitore come il PD il cui interno è costituito da quei partiti (ex comunisti; ex democrazia cristiana, ed ora ex socialisti, per citarne solo alcuni) che, per tutta la cosi detta prima repubblica, si sono dati le martellate nei piedi rispettivamente? Ed il centro destra? Non si è unito un un unico contenitore ma, al contrario, ha iniziato delle scissioni, aumentando notevolmente, il loro numero e rendendosi indisponibili ad attuare una vera politica, a favore della collettività, per le continue contrapposizioni, sfociate, molto spesso, in inutili e dannose battaglie favorendo, nel contempo, anche la nascita di elementi estremisti di destra? Inesorabilmente, questo deleterio modo di andare avanti della politica nazionale dove, a quel livello è ancora possibile un momentaneo mascheramento del dissesto politico, in quello locale, Regioni e Comuni, ciò risulta non fattibile e, per tale impossibilità nascono, nei comportamenti degli amministratori, delle contraddizioni nei rispettivi ruoli dei partiti, tanto di destra che di sinistra, quelle inevitabili crisi che stanno, per questi motivi, vivendo le politiche locali, risultando, purtroppo, molto dannose alle comunità nelle quali chi amministra è chiamato a gestire.

Vedi ciò che è successo, di recente, nel Comune di Bettona dove, per beghe interne, la stessa maggioranza di centro-sinistra si è data la famosa zappa sui piedi da sola, mandando a casa tutto il Consiglio con il conseguente commissariamento dell’istituto stesso.

I valori dell’identità ideologica perduta e la caparbietà e l’inutilità di portarli avanti, dimostrato dai fatti, che nella realtà non sono più consoni a soddisfare le problematiche di una società in pieno cambiamento e fanno in modo che questi atteggiamenti procurino dei danni incalcolabili a quelle amministrazioni, già per altri motivi provate rispetto ai conti da far quadrare, per i dissennati e, molto spesso, ingiustificati tagli economici messi in atto dal Governo, anche per quella conseguente perdita di identità che gli amministratori sentono, abbandonati o quantomeno confusi dagli atteggiamenti dei rispettivi capi storici di partito.

Maggioranze che si spaccano non rendendosi più tali; residui di maggioranze che si alleano con le opposizioni solo per convenienza nei momenti dei rinnovi dei Consigli e, purtroppo, cose del genere che vanno a cozzare con quella che dovrebbe essere una amministrazione oculata secondo regole ben precise, prima tra tutte; gli interessi dei cittadini amministrati ma che, di fatto, sopraffatti da quelli personali dei vari personaggi, restano, come sempre avviene, in fondo alle esigenze di chi li amministra.

E questo è quello che è successo recentemente nel Consiglio comunale di Assisi del 29 Dicembre 2015 dove, in un atteggiamento di puro “gattopardismo” (cambiare tutto per non cambiare nulla), è stato fatto saltare perché hanno fatto mancare, con una mossa strategica degna del più smaliziato doppiogiochista, il numero legale! Per non parlare poi di quello del 7 gennaio 2016! Se c’è una cosa che il Consiglio ha dimostrato nella seduta del 7 Gennaio 2016, è quella di aver perso completamente l’orientamento politico e sociale dei propri ruoli, con un atteggiamento “camaleontistico” ,anche questo, degno dei più smaliziati professionisti del doppiogiochismo.

Dove, le varie opposizioni, sia di sinistra che di destra (si perché è in questi termini che il Consiglio agisce, attraverso le liste presenti: Lista Bartolini; Uniti per Assisi ecc, tanto per citarne alcune) hanno dato dimostrazione, nell’esprimere i propri voti, solo di un balletto delle posizioni di convenienza, in una sceneggiatura che ha, ampiamente dimostrato solo in quel senso, la loro presenza in quel consesso ed in quell’atteggiamento.

Per non parlare poi della sceneggiata, fatta ai danni di quei Comitati cittadini, sulla costituzione di una Commissione ad hoc che dovrebbe, in teoria mentre in pratica l’antenna radio che è già placidamente al suo posto, in quel di Caminaccio, ad impedire (!) la messa in opera della stessa! No, assolutamente no! Realtà Popolare non ci sta. Per noi la politica non è questa e non è neanche il modo di procedere sopra la testa dei cittadini. REALTÀ POPOLARE non può permettere che il Comune di Assisi, venga gestito in siffatta maniera. Per l’importanza politica, sociale e culturale che rappresenta per l’Umbria, ma soprattutto, per il rispetto dovuto alla società che la abita, non può essere lasciata nelle condizioni attuali. È la cittadinanza che deve porvi rimedio, con il proprio voto, impedendo la riconferma degli stessi personaggi politici che si stanno comportando così male nel gestire le pubbliche questioni. Il cittadino che andrà a votare nella prossima primavera ha il dovere di ricordarsi questo e di porvi rimedio. Giampiero Tamburi Segretario Nazionale

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