Realtà Popolare, si sono persi di vista i veri valori della politica

Realtà Popolare Assisi, la strada intrapresa è giusta!

Realtà Popolare, si sono persi di vista i veri valori della politica
Tutti argomenti che assomigliamo più ad un qualche gossip che ad una competizione elettorale

 

da Giampiero Tamburi
Il segretario Nazionale
Semplice! Si sono persi di vista i veri valori della politica. È chiaro, è comprensibile, è forse inevitabile che quando si avvicinano le competizioni elettorali, si faccia sfogo e sfoggia di tutte le possibili strade per arrivare alla meta, in questo caso arrivare o restare sugli scranni del Consiglio Comunale, più concretamente e solidamente degli altri contendenti. È il gioco democratico delle parti. Ma da questo ad arrivare a mettere sul tappeto argomenti ed illazioni che nulla hanno a che vedere con la vera lotta politica ce ne corre.

Tutti argomenti che assomigliamo più ad un qualche gossip che ad una competizione elettorale: Qualcuno parla di trasparenza e si toglie sassolini dalle scarpe dicendo che lei c’è perché ama la città. Altri asseriscono che si fanno prove tecniche di distrazione di massa.

C’è chi esamina, per Assisi, una prima serie di proposte, perlopiù su tematiche ambientali, come se fossero le prove di uno sceneggiato televisivo. C’è chi presenta il programma elettorale e poi, con una parvenza di coinvolgimento della base, cerca l’aiuto, magari su cose, da loro, già stabilite in precedenza. Per non parlare di chi, in sicurezza assoluta, asserisce che la maggioranza è un grande bluff.

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Chi poi, prendendo la scenografia dal mondo delle fiabe, dice che qualche consigliera è Alice nel paese delle meraviglie e salva la fascia del Sindaco che, nel frattempo temporeggia, mandando una certa parte dei contendenti, in fibrillazione politica. Per non parlare poi della Commissione nominata ad hoc per certi problemi di antenne sapendo benissimo che le cose resteranno esattamente come sono andate e cioè, secondo quel blitz di scavatrici e ruspe che hanno lavorato e messo in opera “l’antenna della discordia” la vigilia di Natale, dimostrando palesemente che i cittadini non possono, in alcun modo interferire o, peggio ancora, contestare in modo efficace le decisioni già prese da chi ha il potere di farlo.

Comunque, se di antenne si deve parlare perché si parla solo di quella mentre si lasciamo indietro le moltissime altre già piazzate nel territorio? Poi: altri partiti si dichiarano pronti a sostituire la maggioranza in difficoltà, ipso facto, o qualcun altro, pronto, dichiara che la maggioranza non c’è più e che quindi il Sindaco si deve dimettere. Per parlare solo degli ultimi momenti di battibecco! Atteggiamenti e declamazioni retoriche mentre in politica è sempre bene partire da considerazioni realistiche.

La politica è necessaria, democratica e costruttiva solamente quando la competizione, il conflitto per la propria affermazione di parte serve a realizzare degli obbiettivi precisi e non per lottizzare solamente un posto per un potere fine a se stesso.

È su tali basi che il politico va valutato e cioè per i fini che persegue, i quali, siano inerenti al mandato che, chi lo ha votato, gli ha dato. Ma quando gli obbiettivi perseguiti non sono su questa logica, diventano faccende personali che nulla hanno a che vedere con gli interessi della parte di società che il personaggio deve rappresentare in ambito politico, ho i miei dubbi che sia legittimo e necessario che resti al suo posto. Questo, a parere mio, è quello che sta accadendo ad Assisi: solamente contrapposizioni a livello personale e non di rappresentanza delle parti.

 

 

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