Renzi e lo “scippo” dei trasferimenti statali

Matteo Renzi

da Rino Freddii
Capogruppo Per Assisi Popolare

ASSISI – Tutti siamo consapevoli della necessità di dover contribuire alla ripresa della nostra economia, tagliando e razionalizzando le spese, oltre che ottimizzando tutti i processi produttivi e non, ma non possiamo certo accettare (in quanto non sostenibile) che il peso maggiore della crisi nazionale ricada sui Comuni. Come non possiamo condividere l’azione di questo Governo che, in continuità con i precedenti (Monti e Letta), cerca di intorpidire le acque, già non limpide, delle tasse introducendone di nuove, cambiando loro il nome e le scadenze, modificando le aliquote, sostituendo di volta in volta i beneficiari per celare i propri prelievi dietro la facciata delle Amministrazioni locali, dimenticandosi (?) di essere il terzo esecutivo non eletto dai cittadini. Cittadini che con maturità e responsabilità continuano ad accettare questa “sospensione momentanea della democrazia”, voluta dal Presidente della Repubblica, nonostante sia chiaro che la ricetta per uscire velocemente dal grave stato di difficoltà in cui ci troviamo non sembra essere quella giusta.

Appartenere alla maggioranza o all’opposizione, essere filo governativi o meno, credo non debba far dimenticare che il nostro compito come Consiglieri Comunali è quello di amministrare la città di Assisi e i suoi residenti “difendendoli” da tutti gli “attacchi” esterni.

Ciò vale sia per le problematiche legate all’ospedale, alla frana Ivancich, al corso di Laurea sul Turismo, sia per le scelte economiche e finanziarie del Governo che, direttamente o indirettamente, interessano e danneggiano la nostra realtà.

Il previdente bilancio e la responsabile e competente gestione delle entrate e delle uscite ci ha permesso di accantonare nel 2014 un “tesoretto” che volevamo destinare alla riduzione delle tasse e alla manutenzione di strade ed edifici. Intenzione stroncata sul nascere dal non certo prevedibile “scippo” dei trasferimenti statali per oltre 700 mila euro (mese di luglio) che, sommati a quelli precedenti, portano ad oltre 5milioni i tagli subiti negli ultimi anni.

È per questo che nella seduta del 25 settembre in cui si è approvata la verifica degli equilibri di bilancio (che non prevede nessun aumento di tasse, contrariamente a quanto dichiarato da chi è solito raccontare fandonie) ho sollecitato una presa di posizione critica dell’intero Consiglio Comunale nei confronti della scelta governativa di penalizzare quei Comuni, come Assisi, che non hanno applicato le aliquote massime per IMU e TASI rispetto a quelli che hanno imposto la tassazione più alta.

Come era prevedibile dai banchi dell’opposizione non è venuta la benché minima adesione, anzi. Certo non è facile ammettere di mentire quando si afferma che nel nostro Comune la pressione fiscale è la più alta dell’Umbria (se fosse vero i tagli non ci sarebbero stati), come non è usuale in politica riconoscere la bontà delle scelte degli avversari, anche se queste consentono di non introdurre la tassa di soggiorno e di scopo, di lasciare l’addizionale IRPEF a zero e di non aumentare mense e trasporti scolastici, ma a volte è necessario ed opportuno farlo per il bene della nostra comunità, anche se ciò comporta  il disobbedire e il calpestare i piedi ai propri referenti nazionali che da posizioni diverse sostengono Renzi e i suoi Ministri.

 

 

Rino Freddii

Capogruppo Per Assisi Popolare

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