Requiem 4 Mariposas, ad Assisi l’arte combatte la violenza sulle donne

Assisi Oggi - Notizie da Assisi
Assisi, panorama

Dal primo al 10 marzo nella Sala delle Volte l’esposizione degli elementi compositivi dell’opera del maestro Davì Lamastra

Si terrà ad Assisi, dal primo al 10 marzo nella Sala delle Volte e Foro Romano, l’esposizione degli elementi compositivi dei 25 pannelli che comporranno Requiem 4 Mariposas³”, l’opera di Daví Lamastra realizzata in memoria di Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal, le tre donne brutalmente uccise il 25 novembre 1960 dal regime di Trujillo, e diventate, con il nome in codice “las mariposas”, il simbolo internazionale per combattere la brutalità contro le donne.

Appuntamento, quindi, a domenica primo marzo, con il vernissage di apertura dell’esposizione, a partire dalle 11.30, nella Sala delle Volte, e realizzato con il patrocinio del Comune di Assisi e dell’associazione per la Fondazione Paola Decini

L’opera – Requiem 4 Mariposas³ è il titolo dell’opera d’arte intermediale, itinerante e in progress composta dall’artista-compositore Daví Lamastra in memoria delle sorelle Mirabal e delle donne vittime di violenza. Le fondamenta dell’opera sono le date anagrafiche ed i nomi delle vittime trattati come elementi compositivi dal punto di vista cromatico, visuale, sonoro e musicale.

Il Requiem – Il requiem è concepito, strutturato e composto come un grande polittico intermediale, articolato in 25 pannelli seriali, le cui manuscriptabulæ esposte riproducono una parte fondamentale degli elementi compositivivi. Considerata la propria natura di opera intermediale, gli elementi che ne costituiscono l’essenza hanno caratteristiche diverse a seconda del medium utilizzato per la propria espressione: l’intreccio strutturale è fatto di elementi video, fotografici, grafici, matematici, letterari, pittorici e musicali. Sono proprio gli elementi di questo intreccio “drammaturgico-compositivo” l’oggetto dell’esposizione.

L’esposizione – Expositio Elementatione #0 è divisa in 3 sezioni: una sulle manuscriptabulæ, una sulle firme del firmæmento e una terza sull’incontro diretto con personalità del mondo istituzionale e con il pubblico che sarà coinvolto nel progetto.

Contestualmente all’esposizione, il firmæmento prenderà forma con le proiezioni delle prime video-firme. Negli spazi espositivi si registreranno le firme dei primi cittadini e della popolazione dell’Umbria, che vorrà partecipare all’accumulazione, per essere parte di una collezione collettiva di crowd art, il cui elemento centrale è la particolare attenzione rivolta all’universo femminile e alla non violenza, considerate anche fuori dalla ricorrenza del 25 novembre: il percorso itinerante e multitemporale del requiem vuole sottolineare che ogni giorno può essere il 25 novembre.

Opera d’arte pubblica – Il coinvolgimento di autorità, artisti, personaggi pubblici, primi cittadini e cittadini qualunque fa del requiem un’opera d’arte pubblica, in cui la lista dei nomi prende forma, sotto il profilo visuale, grazie ad una serie di composizioni musicali, realizzate ricavando gli elementi compositivi dai nomi e dalle date delle vittime elencate, assecondando una speranza collettiva e corale di avviare una riflessione di lungo respiro sulla centralità della conservazione della memoria all’interno della nostra cultura e di provare a far luce su un problema universale che deve uscire dal cono d’ombra in cui si trova.

Il vernissage – Durante il vernissage saranno presenti elementi dell’ensemble Bandaví, che eseguiranno alcuni temi musicali per commentare le immagini dell’esposizione. Ad esibirsi tutti artisti di chiara fama: Davì Lamastra (direttore), Dino Contenti (contrabbasso), Michele Hajduk (canto armonico), Giorgia Savazzi (oboe); Lucia Di Veroli (viola), Simone Salerni (fagotto).

L’ensemble, costituito da artisti provenienti dai cinque continenti, utilizza strumenti tradizionali e strumenti realizzati appositamente per eseguire la partitura del requiem; ciò in quanto il compositore ha scelto di utilizzare un doppio sistema tonale: l’uno basato sulla divisione in 12 semitoni e l’altro basato sulla divisione dell’ottava in 25 parti uguali al fine di proiettare la musica in un mondo microtonale, che consenta di interpretare senza approssimazioni i temi ricavati dai dati anagrafici delle vittime dedicatarie dell’opera

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*