Rino Freddii, Umbria Popolare, Assisi: “Per vincere non bisogna commettere errori”

ASSISI – Nella giornata di sabato 17 gennaio si è avuta l’ulteriore conferma che Claudio Ricci è la persona giusta per “guidare” il cambiamento nella nostra regione e che le tre liste che appoggiano la sua candidatura, Per l’Umbria Popolare, Cambiare in Umbria e Ricci Presidente, rappresentano la vera ed unica novità di questo appuntamento elettorale. Infatti, dopo le migliaia di cittadini che hanno partecipato agli oltre 100 appuntamenti nel territorio, anche i sindaci, gli assessori e i consiglieri di centrodestra hanno voluto ribadire con la loro numerosissima presenza e con inequivocabili interventi il pieno sostegno al sindaco di Assisi quale candidato alla presidenza regionale.

Un’iniziativa, quindi, quella di sabato, di grande valenza non solo politica, ma anche e soprattutto amministrativa poiché sono emersi suggerimenti e progetti da inserire nel programma affinché risponda in pieno alle reali esigenze della nostra regione (sono previsti altri incontri per tradurre le idee in proposte concrete).

Nel mio intervento, dopo aver evidenziato la necessità di dare risposte su lavoro, sanità, sicurezza, etica e solidarietà a quel 50% degli elettori che non si riconosce più in questo sistema e a quel 25% che di volta in volta cambia il proprio voto, ho indicato le tre condizioni che reputo decisive per la vittoria finale. La prima è che comunque si evolga la situazione politica umbra la candidatura di Ricci alla presidenza regionale deve considerarsi irrinunciabile.

La seconda condizione è che le eventuali collaborazioni con i partiti di centrodestra siano concordate con i vertici nazionali, poiché è oramai chiaro a tutti che il nostro amato sindaco non è ben visto dalle dirigenze perugine come dimostrano l’inopportuna nomina ad Assisi del coordinatore di Forza Italia scelto tra i banchi dell’opposizione, l’originale invenzione delle primarie e l’affannosa, continua e finora infruttuosa ricerca di alcuni “papabili” alternativi. La terza, non certamente per importanza, è quella di lasciare sì la porta aperta a quei partiti e aggregazioni civiche che condivideranno i nostri punti programmatici, ma a condizione che decidano entro il mese di febbraio sia per correttezza verso gli elettori sia per il rispetto nei confronti di chi ha creduto sin dal primo momento a questa operazione e da oltre un anno sta lavorando mettendoci la faccia, in modo da garantire un’organizzazione più efficace della campagna elettorale. Ho concluso ricordando a Ricci un aforisma di Eleanor Roosevelt che mi sembra abbastanza pertinente: “Se qualcuno ti tradisce una volta, è un suo errore, se qualcuno ti tradisce due volte è un tuo errore”.

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